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INDUSTRIA, LANDINI (FIOM): NO AD ACCORDI SEPARATI PER IL CONTRATTO NAZIONALE

26 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 26 ott - I metalmeccanici, e la
Fiom, "sono i più interessati a difendere il sistema
industriale del nostro Paese". Ne è convinto il segretario
generale della Fiom-Cgil Maurizio Landini, che si è espresso
in questi termini concludendo l'Assemblea dei delegati del
settore siderurgico che si è svolta oggi a Castel Mella
(Brescia).

Le tute blu sono pronte a fare "in generale" la loro parte
- ha proseguito Landini - e "in particolare, per il settore
della siderurgia e della metallurgia non ferrosa. Ciò è vero
per tutte le aziende del settore che si trovano, per una
ragione o per l'altra, in un momento di grave difficoltà,
dall'Alcoa alla Lucchini, dalla ThyssenKrupp all'Ilva".

TARANTO NON DEVE CHIUDERE
"Siamo noi i primi a dire che lo stabilimento di Taranto
non deve chiudere", ha detto Landini. "Ma per evitare che
ciò accada, ognuno deve fare la sua parte a partire dal
gruppo Riva che deve fare i necessari investimenti. E se c'è
bisogno di sostenere tanti investimenti, noi pensiamo che si
debba anche pensare a forme di prestito pubblico".

PER AFFRONTARE LE CRISI NOI CI SIAMO,
MA NIENTE ACCORDI SEPARATI PER IL CNL
La Fiom e gli operai, ha detto il sindacalista dei
metalmeccanici, sono "pronti a fare la loro parte". Ma le
imprese, ha proseguito, "devono sapere che non possono da un
lato rivolgersi a noi per affrontare le situazioni di crisi
e, nello stesso momento, portare avanti le trattative per
fare un accordo separato per il Contratto nazionale".
"È anche per questo che abbiamo chiesto a Federmeccanica
che non vada oltre sulla strada dell'accordo separato e
abbiamo proposto di pensare a un accordo di natura
temporanea per la difesa del lavoro e dell'industria
metalmeccanica in questa fase di durissima crisi".(Public
Policy)

LEP

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