Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Infrastrutture idriche, siamo un Paese in via di sviluppo?

acqua 07 settembre 2017

ROMA (Public Policy) - "Sulle infrastrutture" idriche "siamo in condizioni da Paese in via di sviluppo, in alcune aree: abbiamo perdite consistenti, intorno al 38% in media, il Nord più o meno intorno al 26%. Questo perché abbiamo una rete molto vecchia, 500mila km di condotte di cui 170mila sarebbero da rottamare, riparare, rigenerare. Cose possibili ma molto costose. Le perdite sono in aumento, dall'1 al 3% l'anno, e sono proporzionali agli investimenti che dipendono dalle tariffe. Noi in Italia abbiamo il sistema tariffario più complicato d'Europa, con 92 ambiti e differenti tariffe".

Lo ha detto, nel corso di un'audizione in commissione Ambiente alla Camera sull'emergenza idrica, Erasmo D'Angelis, rappresentante dell'Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale e coordinatore della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico di Palazzo Chigi.

Per D'Angelis "c'è bisogno di interrogarsi anche su una riforma della legge, andrebbe forse scorporata la depurazione dagli acquedotti, ad esempio", visto che "abbiamo un terzo del Paese non allacciato né a un depuratore né a una fognatura" e "siamo anche qui a rischio infrazione". Magari "toccherebbe riaffidare questo tema alla fiscalità generale".

continua -in abbonamento 

GAV

© Riproduzione riservata