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INFRASTRUTTURE, PASSERA: PROCEDURE TROPPO LENTE, VELOCIZZARE I TEMPI

CIPE, IL MINISTRO LUPI ATTRIBUISCE LA DELEGA AL SOTTOSEGRETARIO GIRLANDA 04 marzo 2013

infrastrutture

Per approfondire: "Infrastrutture, tutti i numeri dell'Italia"
(di Andrea Curiat)


(Public Policy) - Milano, 4 mar - "Le infrastrutture sono
fondamentali per lo sviluppo del Paese. Ma dobbiamo
individuare le giuste priorità sulle quali intervenire.

L'Italia soffre di alcuni problemi urgenti che vanno risolti
per poter sfruttare al meglio le risorse disponibili. È
indispensabile ridurre i tempi necessari per gli adempimenti
amministrativi, attrarre investimenti privati per compensare
la carenza di fondi pubblici, e identificare i 'colli di
bottiglia' che frenano lo sviluppo delle reti
infrastrutturali".

Così Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, ha
commentato lo stato delle infrastrutture in Italia e gli
interventi necessari per garantire lo sviluppo sostenibile
del sistema Paese. Passera è intervenuto oggi a Milano al
convegno "Le infrastrutture del futuro: riflessioni per i
governi che verranno", organizzato dall'Università Bocconi.

Con l'occasione è stato presentato l'omonimo studio
realizzato dalla Regione Lombardia in collaborazione con
oltre 30 tra le principali società e organizzazioni attive -
direttamente o indirettamente - nell'ambito delle
infrastrutture in Italia, quali Aiscat, Alitalia, Enel,
Telecom, Vodafone, Intesa Sanpaolo, Unicredit, la Cassa
depositi e prestiti e il fondo di investimento specializzato
F2i.

Il principale problema italiano, stando ai risultati
dell'indagine, non sta nella carenza di risorse ma
nell'inefficienza della spesa. Tra il 2000 e il 2010
l'Italia ha investito circa il 2,3% del Pil nello sviluppo
delle infrastrutture, percentuale di poco inferiore alla
media europea del 2,5%. Solo recentemente l'incidenza della
spesa è andata diminuendo, scendendo al 2% nel 2010 e
all'1,6% nel 2011.

Ecco allora che diviene
fondamentale, stando ai risultati dell'indagine, individuare
e programmare correttamente gli interventi prioritari cui
destinare le risorse, migliorare la qualità della spesa
attraverso progetti di fattibilità e una minore instabilità
amministrativo-burocratica, e individuare nuovi strumenti
finanziari per la realizzazione delle opere, come ad esempio
dei fondi comuni stanziati dalle grandi banche di sviluppo.

Passera condivide gran parte dei risultati e delle
problematiche esposti nello studio: "Le norme italiane in
materia di infrastrutture sono pesanti, spesso inefficaci e
non consentono di raggiungere in tempi brevi i risultati
desiderati. Nei mesi passati abbiamo svolto un lavoro forte,
deciso su questo punto, varando oltre 100 norme per
semplificare i passaggi autorizzativi. Ad esempio, le
registrazioni alla Corte dei conti, che prima richiedevano
più di un anno, adesso possono essere effettuate nel giro di
poche settimane. Molte fasi autorizzative possono oggi
essere portate avanti in parallelo, una novità che cambia
drasticamente le tempistiche del settore infrastrutturale".
(Public Policy)

 

INFRASTRUTTURE, PASSERA: PER LO SVILUPPO
PROJECT BOND E PRIVATIZZAZIONI

(Public Policy) - Milano, 4 mar - Il ministro dello Sviluppo
economico Corrado Passera, intervenuto oggi a Milano durante
un incontro alla Bocconi individua diversi
strumenti per lo sviluppo delle infrastrutture in Italia:
"La privatizzazione di molte attività che oggi sono
pubbliche e che sono controllate in maniera frammentata tra
i vari livelli delle istituzioni. I project bond, per
attrarre gli investitori privati. E la defiscalizzazione:
quasi tutte le infrastrutture hanno bisogno di un contributo
pubblico che non sempre lo Stato è in grado di dare,
nell'immediato. Per farle partire comunque, si possono
ridurre gli oneri fiscali futuri delle concessionarie".
Infine il ministro rassicura circa l'arresto momentaneo
della fornitura di gas dalla Libia: "È assolutamente
gestibile e non preoccupante. Certo il Nord Africa è
affidabile solo fino a un certo punto. Anche per questo ci
stiamo impegnando perchè l'Italia sia fornita anche dal
gasdotto trans-atlantico proveniente dall'Azerbaijan".

Per il futuro, inoltre, Passera ribadisce la proposta di
modificare il Titolo V della Costituzione: "Vorremmo
restituire al governo centrale una maggiore capacità
decisionale in materia di reti e infrastrutture di interesse
nazionale. Nel ripensamento positivo del nostro federalismo
ci sono da definire meglio le responsabilità dei diversi
livelli istituzionali".

Per rispettare la volontà degli enti locali, il ministro fa
riferimento al meccanismo del "dibattito pubblico" di
ispirazione francese, già oggetto di un disegno di legge
approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 ottobre:
"L'idea è quella di coinvolgere i territori e le
popolazioni sulle grandi opere sin dalle prime fasi
progettuali. Così si possono recepire i punti di vista
locali e gli eventuali pareri su questioni che dal centro,
magari, sono poco visibili. Se avessimo seguito questo
principio anche per una grande opera come la Tav avremmo
risolto molti problemi in partenza. Oggi la Tav è un
progetto ben fatto, ma all'inizio non era così, è stato
corretto profondamente nel corso dei mesi".

A margine del convegno, infine, arriva un deciso "no
comment" dal ministro in merito alle affermazioni del leader
del M5s, Beppe Grillo, che poche ore prima aveva prospettato
la possibilità di vedere lo stesso Passera quale presidente
del Consiglio del futuro governo. (Public Policy)

ANC

 

 

 

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