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INFRASTRUTTURE, SENN: "SÌ AL TAV, MA IL PONTE SULLO STRETTO NON SERVE"

MAURI 18 febbraio 2013

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(di Public Policy per Il Fatto Quotidiano)

“Con Monti ci conosciamo da 40 anni, mi aveva proposto di fare il presidente della Autorità per i trasporti ma poi non se ne fece niente”. Lanfranco Senn è ordinario di Economia regionale allaBocconi, presidente della metropolitana milanese e consigliere fidato del Professore (ma non è candidato) per quanto riguarda le infrastrutture. È stato coordinatore scientifico del gruppo di lavoro che ha fatto consulenza sul ponte sullo Stretto di Messina per il governo Berlusconi e di quell’esperienza dice: “Eravamo riusciti a sfuggire al trabocchetto ‘si deve o non si deve’ fare’”.

Allora proviamo a caderci oggi: si deve o non si deve fare?
Come tutte le infrastrutture anche il ponte di Messina può servire e non servire: oggi credo che non serva, sono convinto che ci siano altre priorità da affrontare. Allora arrivammo a dire: “Il ponte può avere un senso alla condizione che ci sia sviluppo territoriale, in particolare in Sicilia e Calabria”. Ma senza un’adeguata politica territoriale, non ha senso fare il ponte. Quando ci saranno seri programmi di sviluppo, non escluderei la convenienza e anche l’utilità dell’opera, ma dubito che nei prossimi 2 anni si riesca a fare granchè per poter tornare sul tema.

Quindi alla fine pagheremo la penale alle aziende appaltatrici?
Penso di sì, la proroga del governo tecnico o sarà breve o inutile. Quando è stata presa quella decisione (che proroga di 2 anni i tempi di approvazione del Cipe al fine di verificare meglio la fattibilità tecnica, ndr) si è semplicemente rimandata una spesa finanziaria che non si poteva fare. O la si prolunga di più o si paga una volta per tutte le penale.

(segue sul Fatto Quotidiano)

GAV

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