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INPS, MASTRAPASQUA: INPDAP PORTA IN ROSSO BILANCIO, PATRIMONIO 22 MLD EURO

Pensioni, l'allert Inps: ricalcolare quelle d'oro con metodo contributivo? Potrebbero crescere 16 luglio 2013

INPS, MASTRAPASQUA: ISTITUTO CONTA 32 MILA DIPENDENTI IN 2013, 1% TOTALE PA

PREVIDENZA COMPLEMENTARE, MASTRAPASQUA (INPS): FARLA CONOSCERE AL CITTADINO

(Public Policy) - Roma, 16 lug - La previdenza complementare
non decolla come si vorrebbe e come si giudica
indispensabile per far sì che i pensionati del futuro
abbiano una pensione in linea con il reddito da lavoro. Lo
riconosce il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua, che
ne attribuisce la causa anche ad un problema di scarsa
conoscenza del problema e delle soluzioni che si offrono
nell'interazione fra pubblico e privato.

"L'Inps - dice a Public Policy Mastrapasqua - spinge per
una piena informazione al cittadino. Senza una compiuta
informazione sul primo pilastro, quello pubblico, manca
anche la possibilità di una scelta consapevole sulla
previdenza complementare".

RAPPORTO 2012, INPS: +1,1% DI OPERAI AGRICOLI RISPETTO AL 2011

(Public Policy) - Roma, 16 lug - I lavoratori dipendenti del
settore privato hanno avuto nel 2012, rispetto al 2011, un
decremento medio annuo di circa 109 mila posizioni
lavorative, pari al -0,8%. In agricoltura si osserva,
invece, un aumento degli operai agricoli a tempo determinato
e a tempo indeterminato, che nel 2012 crescono in media di
circa 6 mila posizioni lavorative (+1,1% nel 2012 rispetto
all'anno precedente). Rispetto al totale degli operai
agricoli la componente extracomunitaria nel 2011 è pari al
12,9% e nel 2012 passa al 13,4%. Lo scrive il Rapporto
annuale 2012 dell'Inps, presentato alla Camera dal
presidente Antonio Mastrapasqua.

L'economia italiana e quella mondiale hanno attraversato
negli ultimi anni la recessione più profonda e più estesa
del dopoguerra. Nell'anno 2012 il tasso annuo di
disoccupazione italiano (10,7%) ha quasi uguagliato quello
europeo (nella Ue a 27 al 10,8%); mentre nel primo trimestre
2013 l'Italia, con un tasso di disoccupazione pari al 12,8%,
ha evidenziato una perdita di posti di lavoro superiore
rispetto alla media europea (10,9%).

Le misure adottate dai governi, dalla Banca centrale
europea e dalle banche centrali dei Paesi in queste
circostanze eccezionali mirano a fermare la caduta
dell'attività economica e consentire una ripresa nel
2014-2015.

Gli archivi dell'Inps riguardanti la quasi totalità dei
dipendenti del settore privato, una parte dei dipendenti
pubblici, gli occupati autonomi (artigiani, commercianti,
imprenditori agricoli, collaboratori e professionisti
iscritti alla Gestione separata) e le persone in cerca di
occupazione, che stanno beneficiando degli ammortizzatori
sociali per disoccupazione e mobilità, forniscono un quadro
del mercato del lavoro, relativo alla parte che afferisce
all'Inps, pari a circa l'87% degli occupati rilevati
dall'Istat ed a circa il 28% delle persone in cerca di
occupazione (disoccupati e lavoratori in mobilità che stanno
beneficiando delle relative indennità), offrendo così un
valido contributo all'analisi socio-economica del Paese.

Osservando l'universo occupazionale dell'Inps, si
evidenzia, nel 2010 rispetto al 2009, una flessione di 161
mila posizioni lavorative, con una variazione del -0,8%, un
cambio di direzione nell'anno successivo con un incremento
di 184 mila posizioni lavorative nel 2011 rispetto al 2010 e
una variazione del +0,9% e di nuovo una flessione di -43
mila posizioni lavorative nel 2012, con una variazione del
-0,2% tra il 2011 e il 2012.

RAPPORTO 2012, INPS: NEL 2012 EXTRACOMUNITARIO IL 6,7% LAVORATORI OCCASIONALI

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Nel 2012 i lavoratori
extracomunitari utilizzati nel lavoro occasionale accessorio
hanno rappresentato il 6,7% del totale. In particolare, i
primi cinque Paesi per numero di lavoratori sono: Albania,
Marocco, Ucraina, Moldavia, Perù.

Le attività dove i lavoratori extracomunitari sono
maggiormente impiegati sono i lavori domestici e i lavori di
giardinaggio e manutenzione. Lo scrive il Rapporto annuale
2012 dell'Inps, presentato alla Camera dal presidente
Antonio Mastrapasqua.

La quota di lavoratori con più di 60 anni è scesa dal 19%
all'11% dal 2010 al 2012, a favore delle classi di età
intermedie nelle quali si trovano rappresentate sia le nuove
categorie di lavoratori occasionali, tra cui per esempio i
percettori di misure di sostegno al reddito (cassaintegrati,
i disoccupati, ecc.) o i lavoratori in part-time, sia di
attività (es. Manifestazioni fieristiche).

La principale attività svolta nel 2012 dal complesso dei
prestatori di lavoro occasionale accessorio - sia dai
"nuovi" che da quelli che avevano già svolto il lavoro
occasionale in precedenza - non è più quella agricola (come
era ancora nel 2011, con quasi il 27% del totale) bensì il
commercio con 65.644 soggetti, pari al 21,3% del totale; e
mentre in agricoltura si registra una rilevante differenza
tra i generi con prevalenza maschile (19,5% verso 8,2%) nel
commercio viceversa c'è una netta preponderanza di donne
(27,9%).

RAPPORTO 2012, INPS: VOUCHER PER 572 MILA LAVORATORI OCCASIONALI

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Dalla sperimentazione in
occasione delle vendemmie del 2008 a oggi, il sistema dei
buoni lavoro è andato progressivamente ampliandosi sotto
diversi profili, tra cui la tipologia disponibile di voucher
- al taglio iniziale di 10 euro lordi per ciascun voucher si
sono aggiunti i tagli da 20 e 50 euro - e la modalità di
distribuzione inizialmente solo cartacea, arricchita in
seguito con l'introduzione del canale telematico e, dal
maggio del 2010, del circuito dei tabaccai, ed infine da
novembre 2011 attraverso le Banche popolari e gli uffici
postali.

Si legge nel Rapporto annuale 2012 dell'Inps, presentato
alla Camera dal presidente Antonio Mastrapasqua.

Il numero di committenti distinti che hanno
complessivamente acquistato buoni lavoro è pari a 240 mila:
oltre il 45% di essi ha acquistato al massimo 30 voucher a
testa, il 12% circa da 31 a 50 voucher e il 14% da 51 a 100
voucher.

Ogni datore di lavoro ha acquistato, in media, buoni lavoro
per circa 2.200 euro, equivalenti a circa 220 voucher da 10
euro ciascuno, e questo sull'intero periodo di oltre quattro
anni qui in esame.

Attualmente, di 52,13 milioni di voucher equivalenti 10
euro venduti, sono stati riscossi circa 46,16 milioni di
voucher, pari all'88,6%, da parte di 572 mila lavoratori
distinti, che hanno prestato la propria attività per 206
mila committenti distinti.

L'ammontare della contribuzione complessivamente
accantonata ai fini previdenziali - la cui misura è pari
nella generalità dei casi al 13% dell'importo - per i
lavoratori che hanno riscosso i voucher, può essere stimata
in circa 60 milioni di euro.

Volendo definire il tempo generalmente trascorso tra
l'acquisto e la riscossione dei voucher, si è scelto di
considerare i voucher venduti nel biennio 2010-2011
osservandoli poi fino ad oggi in base alla loro effettiva
riscossione da parte del lavoratore.

Per ciascun voucher l'importo nominale di 10 euro
rappresenta un importo lordo: infatti, nella generalità dei
casi, 7,5 euro costituiscono il compenso netto per il
lavoratore, 1,3 euro è la contribuzione accantonata ai fini
previdenziali, mentre la quota restante copre il contributo
all'Inail (0,7 euro) ed il costo di gestione del servizio
(0,5 euro).

La vendita dei voucher cartacei continua a essere la modalità prevalente,
ma cede sempre più "quote" agli altri canali di distribuzione:
infatti, nell'intero periodo di analisi del presente report,
cioè da agosto 2008 - mese iniziale di vendita dei voucher -
a tutto il 2012, il numero dei voucher cartacei venduti
rappresenta il 69% del totale, mentre al 31 dicembre 2011
rappresentava l'80% (e sei mesi prima era di altri 4 punti
ancora più elevata).

L'importo dei voucher complessivamente venduti fino al 31
dicembre 2012 è pari a 521,3 milioni di euro, equivalenti a
poco più di 52 milioni di voucher in tagli da 10 euro
ciascuno.

Il fenomeno della "stagionalità" è legato principalmente
all'utilizzo dei voucher nelle manifestazioni sportive,
culturali e caritatevoli, e in agricoltura. Per quanto
riguarda il luogo di vendita dei voucher, emerge che le
regioni nelle quali, finora, sono stati acquistati più
voucher sono la Lombardia, con 7,9 milioni di voucher in
valore da 10 euro, seguita dal Veneto (7,7 milioni),
dall'Emilia Romagna (6,3 milioni) e dal Piemonte (5,5
milioni), e che la provincia con il massimo acquisto è
Bolzano, seguita da Torino, Udine e Milano.

Considerando il tipo di lavoro occasionale cui i voucher
sono destinati o, più precisamente, volendo classificare i
voucher venduti sulla base delle attività d'impiego dei
lavoratori dichiarate dai committenti sulla base della
codifica prevista dalla normativa, emerge che i voucher sono
acquistati in primo luogo per attività agricola (14,8%) e
quindi per manifestazioni sportive, culturali e caritatevoli
(14,1%).

La voce "restanti attività" raggruppa soprattutto attività
non codificate svolte da studenti, pensionati, percettori di
prestazioni a sostegno del reddito, lavoratori in part-time,
oltre al lavoro in maneggi e scuderie, all'insegnamento
privato e supplementare, alla consegna porta a porta. La
consistenza che tale voce ha complessivamente assunto
(22,9%) riflette le modifiche normative introdotte nel tempo
nel lavoro occasionale accessorio, all'origine circoscritto
sia per quanto riguarda le categorie soggettive che gli
ambiti oggettivi di impiego, e via via esteso nelle une e
negli altri.

Peraltro, in alcuni casi l'attività è conosciuta solo al
momento della riscossione del voucher, e non è quindi
disponibile nell'ambito del venduto.

RAPPORTO 2012, INPS: INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE A +22,3% RISPETTO AL 2011

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Nel 2012 la media annua dei
beneficiari di indennità di disoccupazione ordinaria non
agricola è di 589.462 disoccupati con un incremento
tendenziale rispetto al 2011 pari a +22,3%, mentre il flusso
dei disoccupati beneficiari di prestazioni, registrato
durante il 2012, è risultato pari a circa 1.426 mila
soggetti, dei quali fanno parte anche i precari della scuola
che influenzano e più che raddoppiano il normale trend di
entrate e di uscite dallo stato di disoccupazione,
rispettivamente dei mesi di luglio e di settembre di ogni
anno, con una permanenza media di due mesi. Sono dati del
Rapporto annuale 2012 dell'Inps, presentato alla Camera dal
presidente Antonio Mastrapasqua.

I lavoratori temporaneamente sospesi dall'attività
lavorativa, che percepiscono la prestazione di
disoccupazione, al massimo per 90 giorni, per poi rientrare
in azienda, sono in decremento rispetto al 2011 (-13,3%). I
disoccupati con requisiti ridotti (553 mila lavoratori non
agricoli) percepiscono prestazioni per eventi di
disoccupazione verificatisi l'anno precedente, nel 2012 i
beneficiari di prestazioni aumentano rispetto al 2011 del
10,5%.

Nel 2012, la media annua dei lavoratori beneficiari di
indennità di mobilità è stata pari a 177.204 con un
incremento rispetto al 2011 del 16,3%, mentre il relativo
flusso annuo è stato di circa 285 mila lavoratori.

Espresso in termini assoluti, l'incremento complessivo
medio del 2012, rispetto al 2011, corrisponde a circa
ulteriori 132 mila soggetti, che beneficino di
ammortizzatori sociali, di cui circa 107 mila lavoratori per
disoccupazione e circa 25 mila per mobilità, senza contare
gli ulteriori 52 mila disoccupati per requisiti ridotti, i
cui eventi si riferiscono al 2011.

A differenza dell'Istat, che comprende tra i disoccupati
anche coloro che sono in cerca di prima occupazione e coloro
che non percepiscono più le prestazioni sociali e non si
sono rioccupati, l'Inps non rileva questi ultimi.

Occorre, inoltre, considerare che esistono alcune
differenze tra Inps e Istat nella classificazione dei
lavoratori in Cassa integrazione guadagni a zero ore per
durate superiori a tre mesi, infatti, l'Inps li classifica
tra gli occupati e l'Istat tra i disoccupati.

PENSIONI, SERENI: INNALZAMENTO ETÀ NECESSARIO PER CONTI PUBBLICI IN ORDINE

(Public Policy) - Roma, 16 lug - "L'innalzamento
generalizzato dell'età pensionabile ha rappresentato con
ogni probabilità un intervento indispensabile al fine di
mettere sotto controllo i conti pubblici". Lo afferma la
vicepresidente della Camera Marina Sereni, intervenendo nel
corso della presentazione della Relazione annuale dell'Inps
a Montecitorio.

Sereni si sofferma poi sulla riforma previdenziale, che
necessita di un "miglioramento, con il contributo di tutti,
anche in tempi molto brevi. Mi riferisco in particolare alla
vicenda esodati, ma penso anche alla possibilità di
introdurre alcuni elementi di flessibilità in uscita o
ancora alla situazione delle lavoratrici cui si è offerta
una parità formale in termini di età pensionabile senza
aumentare contestualmente il sistema di servizi necessario a
rendere più semplice la conciliazione tra lavoro di cura e
lavoro produttivo".

INPS, MASTRAPASQUA: INPDAP PORTA IN ROSSO BILANCIO, PATRIMONIO 22 MLD EURO

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Nel 2012 la gestione
finanziaria di competenza del Nuovo Inps ha evidenziato un
saldo negativo di quasi 9 miliardi di euro, dovuto
"esclusivamente" alla gestione dei dipendenti pubblici ex
Inpdap. Lo rende noto il presidente dell'Istituto Antonio
Mastrapasqua, durante la presentazione del Rapporto annuale
alla Camera.

Il disavanzo del 2012, primo anno di esercizio dopo
l'incorporazione dell'Inpdap e dell'Enpals nell'Inps,
risulta dalla differenza fra 376.896 milioni di euro di
entrate e 385.892 milioni di euro di uscite. Per quanto
riguarda le entrate, il totale ammonta complessivamente a
376.896 milioni di euro con un aumento del 32,5% rispetto al
2011, incremento dovuto soprattutto alla contabilizzazione
delle entrate dei due Enti incorporati (nel 2011, per il
solo Inps, le entrate erano state 284.428 milioni).

Quanto alle uscite, nel 2012 il Nuovo Inps ha sostenuto
complessivamente spese per 385.892 milioni di euro (le
uscite del solo Inps nel 2011 sono state pari a 283.131
milioni di euro). Le principali voci di uscita sono
rappresentate dalla spese per le pensioni (248,3 miliardi) e
dalle prestazioni economiche temporanee (48 miliardi); le
spese di funzionamento (al netto delle spese per il
personale) ammontano a 1,1 miliardi.

Mastrapasqua ricorda che all'inizio dell'esercizio 2012
l'Inps presentava un avanzo patrimoniale di 41,3 miliardi di
euro, mentre l'ex Inpdap aveva un disavanzo di 10,3 miliardi
e l'ex Enpals un attivo di 3 miliardi. Il patrimonio netto
del nuovo Ente integrato risultava quindi pari a 34
miliardi, per effetto della somma dei due attivi (41,3 e 3
miliardi) e del passivo ex Inpdap (10,3 miliardi). Alla fine
dell'esercizio 2012, la situazione patrimoniale del Nuovo
Inps ha rilevato un patrimonio netto di 22 miliardi di euro.

Per quanto riguarda l'avanzo di amministrazione, nel 2012 è
passato dai 60,3 miliardi del solo Inps ai 55,6 miliardi del
Nuovo Inps.

PENSIONI, MASTRAPASQUA: IN 2012 SPESA PARI A 261,3 MLD PER 15,9 MLN CITTADINI

(Public Policy) - Roma, 16 lug - L'Inps ogni mese eroga
circa 21,1 milioni di pensioni a più di 15,9 milioni di
cittadini, per una spesa complessiva pari a 261,3 miliardi
di euro, di cui 63,3 miliardi si riferiscono a pensioni
ex-Inpdap ed ex-Enpals. Lo rende noto il presidente
dell'Istituto Antonio Mastrapasqua, durante la presentazione
del Rapporto annuale alla Camera, spiegando che nel 2012 la
spesa per le sole pensioni Inps è stata di 198 miliardi di
euro (+1,8% rispetto al 2011, quando era stata di 194,5
miliardi), di cui circa 3,6 milioni (20%) sono costituite da
prestazioni assistenziali, mentre è di circa 14,6 milioni
(80%) il numero delle pensioni previdenziali.

Dall'analisi delle prestazioni assistenziali si evidenzia
che il 62% è destinato ad un pubblico femminile, per un
valore medio mensile pari a 428 euro.

Secondo Mastrapasqua, l'incremento del 34,4% nelle uscite
per pensioni è "imputabile quindi quasi integralmente
all'incorporazione degli Enti soppressi".

EX INPDAP
Le pensioni a carico della Gestione dipendenti pubblici
(comprendente magistrati, scuole, forze armate, enti locali
e così via) alla data del 31 dicembre 2012, sono 2,8
milioni, per una spesa complessiva di 62,3 miliardi di euro.
Il 58% di esse sono erogate a donne, che percepiscono il 49%
dell'importo annuo complessivo.

EX ENPALS
Le pensioni a carico della Gestione dei lavoratori dello
spettacolo (ex Enpals) sono 59.569 per una spesa complessiva
di 943 milioni di euro. Le pensioni erogate a donne
costituiscono il 52%, per un importo annuo complessivo pari
al 41% del totale.
L'importo medio mensile delle prestazioni previdenziali
Inps è di 881 euro, quello delle pensioni ex Inpdap è di
1.725 euro e quello delle pensioni ex Enpals di 1.175 euro.

INPS, MASTRAPASQUA: ISTITUTO CONTA 32 MILA DIPENDENTI IN 2013, 1% TOTALE PA

(Public Policy) - Roma, 16 lug - Ad oggi i dipendenti
dell'Inps sono poco più di 32 mila, l'1% circa del totale
dei dipendenti della Pubblica amministrazione, che
gestiscono praticamente la metà della spesa pubblica dello
Stato, garantendo ogni anno circa 35 milioni di prestazioni
per 40 milioni di cittadini. Lo rende noto il presidente
dell'Istituto Antonio Mastrapasqua, durante la presentazione
del Rapporto annuale alla Camera.

Nel dettaglio, l'ente di previdenza fa sapere che al 31
dicembre 2012 il personale dell'Inps era di circa 25.800
unità, in calo rispetto all'anno precedente, quando contava
26.500 dipendenti (nel 2009 erano 29.500); a cui si è
aggiunto il personale pervenuto dopo l'incorporazione con
Inpdap ed Enpals. Tuttavia, a fronte del continuo calo del
personale, si registra un incremento della produttività (più
servizi erogati in relazione alla perdurante crisi
economica, nuove competenze attribuite all'Istituto): nel
2012 l'indice di produttività è stato del 4,5% superiore al
2011.

Mastrapasqua definisce "sostanzialmente unica nel panorama
internazionale" la situazione dell'Inps. Infatti, quale
ente gestore di tutto il sistema pensionistico pubblico,
delle prestazioni di sostegno al reddito e di molte delle
prestazioni a carattere assistenziale, l'Inps costituisce
attualmente "l'unico polo per la gestione della previdenza
sociale nazionale, caratterizzandosi per i contenuti costi
di funzionamento, assicurando ai cittadini un unico soggetto
interlocutore per i servizi di previdenza e di assistenza".
(Public Policy)

DAR-SPE-ABA

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