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Trasporti, Mit valuta passaggio 10 intercity da mercato a carico dello Stato

treni sicilia 04 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - "La maggior parte dei treni intercity rientrano nel servizio universale, comprendendo quei treni di media e lunga percorrenza che, per poter essere effettuati, necessitano di un corrispettivo definito nell'ambito di un contratto di servizio, in quanto presentano un conto economico negativo. Pertanto è lo Stato che copre la differenza tra i ricavi da traffico previsti, ed i costi ammessi a remunerazione".

Lo ha detto Umberto Del Basso De Caro, sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti, rispondendo oggi in Aula alla Camera a un'interpellanza urgente del Pd, a prima firma Luigi Dallai, sul trasporto ferroviario intercity. In particolare le preoccupazioni dei deputati riguardano la possibile soppressione, entro giugno 2014, di 10 linee intercity, e le criticità per i pendolari che utilizzano questi servizi per il trasporto regionale e interregionale.

Treni che, segnala Dellai, "riguardano l'utenza di 9 regioni (Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e Campania) "e che, secondo quanto riferito da Trenitalia, registrano perdite commerciali di circa 30 milioni di euro". Le linee indicate dal deputato sono ancora a regime di mercato, e il cui esercizio, come ha sottolineato Del Basso De Caro, "pertanto rientra nel rischio d'impresa".

"Si tratta di treni - ha detto il sottosegretario - che presentano perdite rilevanti, e considerata l'insostenibilità di tale situazione, Trenitalia ha comunicato al Mit la sua intenzione di sospenderne l'effettuazione in regime di mercato evidenziando allo stesso ministero l'opportunità di inserirli nell'ambito del contratto di servizio, sostenendone l'onere analogamente ad altri intercity". Gli intercity Roma-Milano sono stati già soppressi lo scorso primo marzo. Sull'ipotesi di sopprimere gli altri intercity che non rientrano nel contratto di servizio, il Mit assicura di aver avviato una valutazione, per "individuare le alternative possibili, nel quadro di una revisione complessiva dell'offerta di servizio universale di lunga percorrenza".

Gli uffici del Mit competenti ha riferito Del Basso De Caro "hanno chiesto a Trenitalia maggiori dettagli, per valutare i maggiori costi sottesi al contratto qualora questi collegamenti venissero riconosciuti come servizi di utilità sociale al pari di quelli che, nelle stesse direttrici, sono già sovvenzionati". È stato attivato anche, riferisce Del Basso De Caro, un tavolo di confronto con le singole regioni interessate e Trenitalia, "per approfondire dal punto di vista tecnico le possibili soluzioni". Fermo restando, ha detto De Caro, che la programmazione dei servizi regionali compete alle singole Regioni, i cui rapporti con Trenitalia sono regolati da specifici contratti di servizio, "assicuro che il Mit valuterà anche nell'ambito del tavolo tecnico, ogni utile iniziativa per venire incontro alle esigenze dei pendolari". (Public Policy)

LEP

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