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Internet Bill of Rights, Boldrini risponde a Luna

internet 10 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - Sono, finora, circa 300 i contributi su camera.civi.ci, il sito internet creato ad hoc da Montecitorio per la consultazione pubblica sulla Internet Bill of Rights. Pochi, per Riccardo De Luna, digital champion per l'Italia, intervenuto durante un'audizione nell'ambito della commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet, alla Camera.

Numeri 'difesi' invece dalla presidente della Camera (e della stessa commissione), Laura Boldrini: "Ritengo che sia importante quello che stiamo facendo, anche se i commenti sono 300. Questo dimostra che c'è bisogno di farlo, se fossero stati 30mila probabilmente il nostro lavoro sarebbe stato superfluo".

Detto ciò, Boldrini ha cercato di spiegare il perché di questo scarso interesse dell'opinione pubblica, partendo dal digital divide: "Non salva nessuno. Il grande pubblico non si appassiona, la considerano una cosa di nicchia, per esperti del settore. Questa inconsapevolezza lo porta a non sentirsi parte in causa di un dibattito come questo".

Secondo la presidente della Camera "il lavoro da fare è su più livelli", a cominciare da quello "mediatico e di divulgazione", perché "se abbiamo avuto una risposta circoscritta forse è anche perché i mezzi di informazione non ci hanno aiutato a divulgare in modo più fruibile quello che stiamo facendo. Perché se se ne occupa solo Wired (Luna è l'ex direttore di Wired Italia; Ndr) o altri giornali specialistici - ha aggiunto Boldrini - è ovvio che rimaniamo nella nicchia e non usciamo fuori". Sarebbe importante dunque che "i giornali mainstream dessero a questo lavoro l'importanza che merita, ma non abbiamo il potere - io perlomeno non ce l'ho, altri magari ce l'hanno - di dettare loro l'agenda", ha spiegato ancora la presidente. (Public Policy) GAV

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