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L'interrogazione M5s su Carrai, Alibaba e la E-Marco Polo

alibaba 11 ottobre 2016

ROMA (Public Policy) - Sapere se è vero che la E-Marco Polo Spa rappresenta il tramite esclusivo per le aziende italiane interessate a siglare accordi commerciali in Cina attraverso il portare Alibaba e accendere un faro sul ruolo di Marco Carrai all'interno della E-Marco Polo.

È l'obiettivo di un'interrogazione a firma M5s depositata in Senato e indirizzata al ministero dello Sviluppo economico.

L'interrogazione fa riferimento all'accordo siglato l'11 giugno 2014 e diventato operativo nell'agosto scorso dal governo italiano secondo cui le aziende possono operare nel mercato cinese sulla piattaforma per l'e-commerce online Alibaba.

Da articoli di stampa, in particolare da un articolo de Il Fatto quotidiano, si è appreso che, per approdare sul mercato cinese, le imprese italiane "dovrebbero passare" attraverso la E. Marco Polo spa, "veicolo esclusivo per l'utilizzo della piattaforma Alibaba", si sottolinea nell'interrogazione.

La E-Marco Polo, si legge ancora, ha un socio unico, un'altra società, la Imprenditori per E-Marco Polo, una srl che conta quattro soci: Cremonini spa, gap Fr, Carfin srl e la Cambridge management Consulting Lab Spa.

"Di queste società, due sarebbero riconducibili all'imprenditore Marco Carrai, noto per l'amicizia con il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi", si legge ancora nell'interrogazione.

Che, come detto, punta a sapere se "corrisponda al vero che la E-Marco Polo spa rappresenti il tramite esclusivo per le aziende italiane interessate a siglare accordi commerciali in Cina e, in caso affermativo, in base a quali criteri sia stata reclutata; se sussista per le nostre aziende la necessità di servirsi del filtro della società in questione, prima di utilizzare la piattaforma Alibaba". (Public Policy) FRA

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