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Iraq, e se le armi non finissero ai curdi? Governo: firmato un certificato

esercito 11 settembre 2014

ROMA (Public Policy) - Pericoli di "sviamento" delle armi che il governo ha deciso di inviare alla resistenza curda, per contrastare l'avanzata dell'Isis nel nord dell'Iraq? No, perché l'invio del materiale è correlato da un "End user certificate", firmato dal governo regionale curdo il 28 agosto 2014, che "prevede che il materiale verificato dalle autorità irachene sia consegnato ai destinatari preventivamente individuati, responsabili della distribuzione agli utilizzatori finali, rigorosamente appartenenti all'etnia curda".

È la risposta del ministero della Difesa a un'interrogazione presentata da Sel, nella IV commissione di Montecitorio, sui rischi dell'invio di armi ai peshmerga curdi. Nella risposta il ministero spiega che "l'Unita per le autorizzazioni di materiali d'armamento del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ha quindi richiesto, per il tramite della nostra ambasciata a Baghdad, l'End user certificate, ovvero il certificato di utilizzo finale dei materiali che, nell'ambito delle procedute autorizzative per la movimentazione dei materiali d'armamento, rappresenta il documento fondamentale per l'individuazione del destinatario finale della fornitura, nonché - prosegue la risposta del ministero all'interrogazione firmata in prima battuta dalla deputata Sel Donatella Duranti - l'impegno dello stesso utilizzatore finale alla non riesportazione o trasferimento del materiale italiano oggetto dell'operazione senza il previo consenso delle competenti autorità italiane".

Nel testo dell'interrogazione si ricorda che l'invio è stato deciso a seguito di una riunione d'emergenza, del 20 agosto 2014, per far fronte all'emergenza umanitaria in Iraq delle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. Il governo nei giorni scorsi ha presentato in proposito un emendamento al dl Missioni, ora in discussione in aula alla Camera.

Le armi inviate - così come viene ricordato nell'interrogazione - dovrebbero essere: 100 MG 42/59 e 100 treppiedi (materiale nazionale); 100 mitragliatrici 12.7 (materiale nazionale); 250.000 munizioni per ciascuna delle due tipologie di armi; 1000 razzi RPG 7 (materiale sequestrato); 1000 razzi RPG 9 (materiale sequestrato); 400.000 munizioni per mitragliatrici di fabbricazione sovietica.

"Il governo con dichiarazione esplicita del ministro Pinotti ha fatto riferimento alla legge n. 108 del 3 agosto 2009 che permetterebbe al ministero della Difesa l'utilizzo di materiale d'armamento, anche a seguito di sequestro, per 'fini istituzionali'", si legge nell'interrogazione. In proposito il ministero ha chiarito che il necessario decreto interministeriale Giustizia-Difesa-Economia, previsto dalla legge 180/2009 "è stato assunto il 4 settembre scorso". (Public Policy)

NAF

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