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Iraq, Pinotti: i Tornado partono disarmati. Se cambiamo idea, il Parlamento voterà

esercito 21 novembre 2014

ROMA (Public Policy) - "Partecipiamo consapevolmente e volontariamente" all'intervento in Iraq, "fin quando il Parlamento non mi dice che è contrario io non mi fermo. Uno può presentare il quadro strategico complessivo, e fare aggiustamenti progressivi perché si sta studiando sul terreno la situazione. Senza dubbio ci sarebbe stata una richiesta di voto in aula se non ci fosse stata la scelta di fare solo ricognizione. Se succederà, andremo in aula. Oggi i Tornado non partono armati. È vero che potrebbero esserlo: quando succederà, si voterà".

Lo ha detto, nelle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, replicando agli interventi dei parlamentari.

DI COSA STIAMO PARLANDO Il ministro aveva poco prima spiegato che ai 110 militari già inviati in Iraq per fronteggiare (senza essere impegnati in battaglia) lo Stato islamico, vada aggiunta ora "una componente aerea con esclusivi compiti di ricognizione, quattro Tornado, per complessivi 135 militari dislocati in Kuwait. L'uso di questi velivoli non comporterà nè ingaggio di bersagli nè illuminazione per consentire ad altri di colpire". (Public Policy)

GAV

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