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ISEE, PARERE FAVOREVOLE DALLE COMMISSIONI FINANZE E AFFARI SOCIALI ALLA CAMERA

Comitato legislazione: Troppe sovrapposizioni tra i dl in corso di conversione 06 agosto 2013

ISEE, PARERE FAVOREVOLE COMMISSIONI FINANZE E AFFARI SOCIALI CAMERA

(Public Policy) - Roma, 6 ago - Parere favorevole con
numerose osservazioni
delle commissioni Finanze e Affari
sociali della Camera al Dpcm che concerne "la revisione
delle modalità di determinazione e i campi di applicazione
dell'Indicatore della situazione economica equivalente"
(Isee).

Il Senato aveva già espresso il proprio parere. Si completa
così l'iter parlamentare del Dpcm. Il Governo potrà quindi
emanare il decreto
, che dopo quattro mesi dalla
pubblicazione diverrà esecutivo, presumibilmente dal
gennaio 2014
.

Le commissioni hanno ritenuto "opportuno" che il campo di
applicazione del nuovo Isee resti quello già previsto delle
"prestazioni sociali" e chiede al Governo la conferma
dell'esclusione dal suo campo di applicazione "delle
prestazioni assicurate dal sistema previdenziale e da quello
sanitario".

Atteso che il decreto mantiene la definizione di
"prestazioni sociali agevolate", "definizione che aveva dato
luogo a divergenti applicazioni nei servizi erogati dagli
enti locali, ("essendo molto diverso applicare l'Isee per
individuare chi accede al servizio o per determinare il
quantum della retta") e preso atto che, secondo sentenza
della Corte Costituzionale
, "la determinazione dei livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
rientra nelle competenza legislativa esclusiva dello Stato",
le commissioni osservano che tutto ciò "rende ancora più
urgente la necessità di definire i livelli essenziali delle
prestazioni sociali
".

Le commissioni suggeriscono poi una loro definizione di
prestazioni sociali agevolate come "prestazioni sociali non
destinate alle generalità dei soggetti e le prestazioni
sociali collegate nella misura dell'agevolazione
o nella
determinazione delle compartecipazione a determinate
situazioni economiche".

Seguono una serie di osservazioni, frutto dei rilievi mossi
dalle associazioni dei disabili.

Quanto ai proprietari di casa, le commissioni suggeriscono
di ricondurre al patrimonio e non al reddito le franchigie
per evitare l'incapienza e "a tutela delle famiglie
numerose" si segnala l'opportunità che "il Governo riveda
sia la franchigia sulla prima casa, sia quella massima di
euro 10 mila ai fini della determinazione del valore del
patrimonio mobiliare".

"In tema di individuazione della consistenza dei depositi e
dei conti correnti bancari e postali "valuti il Governo - è
scritto nel parere - l'opportunità di una riformulazione
della disposizione che prenda a parametro di controllo anche
il valore della giacenza media, riferita all'anno precedente
la dichiarazione".

Infine le commissioni si esprimono a favore della
costituzione di una "sede stabile di confronto con le
istituzioni, le parti sociali e le associazioni portatrici
di interessi
, con il compito di monitorare l'applicazione
del nuovo strumento e le eventuali proposte correttive".
(Public Policy)

ABA

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