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L'Ispra e la definizione di consumo suolo: nel ddl è limitata

consumo suolo 03 novembre 2016

ROMA (Public Policy) - La definizione del consumo di suolo contenuta nel ddl "appare fortemente limitata, non considerando il consumo di suolo in tutte le sue forme e potrebbe rappresentare un ostacolo al suo contenimento".

È quanto si legge in un documento depositato da Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nelle commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato al termine di un'audizione sul ddl Consumo suolo.

Le aree che risulterebbero escluse dall'ambito di applicazione del ddl sarebbero i servizi di pubblica utilità di livello generale e locale, le infrastrutture e gli insediamenti prioritari, le aree funzionali all'ampliamento di attività produttive esistenti, i lotti interclusi, le zone di completamento, gli interventi connessi in qualsiasi modo alle attività agricole, spiega Ispra.

"Il tutto considerando che la procedura di definizione dei limiti è estremamente complessa e che non sono stabilite le percentuali di riduzione da raggiungere nel corso degli anni", si sottolinea ancora nel documento.

"Questo potrebbe, tra l'altro, causare anche un rischio di shifting con la possibilità di ottenere un effetto negativo legato alla localizzzazione nelle aree non vincolate del consumo di suolo previsto nelle aree vincolate", si evidenzia ancora.

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FRA

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