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In Italia ci sono 39mila donne con mutilazioni genitali

mgf 15 marzo 2016

ROMA (Public Policy) - "In Italia, dove le donne residenti, provenienti dai Paesi africani definiti a 'tradizione escissoria', sono poco meno di 160 mila, le stime più recenti parlano di circa 39mila donne o ragazze che hanno subito una qualche forma di mutilazione dei genitali femminili". E il dicastero della Salute "ha trasferito alle Regioni, dal 2005, i fondi destinati dalla legge 6 del 2007 alla formazione per un totale di 14.625.768,86 euro" ma dal 2009 "a causa delle norme di stabilizzazione economica, gli importi inizialmente previsti sono stati significativamente ridotti fino agli attuali circa 177mila euro annui".

È quanto ha riportato in commissione Sanità al Senato il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo in replica a un'interrogazione di Donella Mattesini (Pd) sulla formazione destinata al personale sanitario per l'assistenza alle donne e bambine sottoposte a pratiche di mutilazione genitale femminile.

Il rappresentante della Salute ha ricordato come per contrastare la pratica delle mutilazioni genitali femminili sia stata varata, nel nostro paese, la legge 7 del 2006, cui hanno seguito le linee guida ministeriali in materia "destinate alle figure professionali sanitarie e a figure professionali che operano con le comunità di immigrati provenienti da Paesi dove sono effettuate le pratiche di Mgf".

LA RIPARTIZIONE DEI FONDI
De Filippo ha anche ricordato come in tema di ripartizione dei fondi, dal 2009, essa "viene effettuata secondo un criterio misto, che prevede: il 70% del totale sulla base della popolazione residente ed il 30% secondo il numero delle donne immigrate, titolari del permesso di soggiorno, presenti nel territorio regionale e provenienti dai Paesi dove sono effettuate pratiche di mutilazioni genitali".

Il ministero della Salute "effettua periodiche ricognizioni sull'utilizzo". Sulla base dell'ultimo monitoraggio, "avviato nell'ottobre 2013, a cui non tutte le regioni hanno risposto, in nessuna regione sono state segnalate pratiche di mitulazione eseguite in Italia, né sono stati avviati interventi legali per il reato di pratica di mgf; tuttavia la presenza di donne che hanno subito mutilazioni genitali è stata rilevata in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Friuli, Umbria, Puglia, Sardegna" e nella provincia di Trento.

Centri di riferimento per l'assistenza alle donne e bambine sono presenti in: Friuli Venezia Giulia, Toscana, Sardegna, Puglia, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, e sono state eseguite plastiche ricostruttive in Friuli Venezia Giulia, Puglia, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte.

In particolare, "dal 2006 al 2013 - ha rilevato infine De Filippo - risultano ben 957 le donne in cui sono state riscontrate dette mutilazioni e per 284 di esse è stato effettuato un intervento di plastica ricostruttiva". (Public Policy) IAC

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