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Italicum, parità di genere fuori dalla trattativa

Italicum 28 gennaio 2014

ROMA (Public Policy) -  Parità di genere fuori dal tavolo della trattativa sull'Italicum. A quanto si apprende da fonti Pd la presenza di donne nelle liste non è un argomento su cui il segretario Matteo Renzi vuole spingere per l'accordo con FI sulla nuova legge elettorale. "Al momento, la parità di genere nelle liste non è un tema sul tavolo della trattativa del Pd" spiega una fonte di partito. Delle richieste avanzate dalla minoranza Pd al segretario venerdì scorso è entrato tutto, preferenze, soglia di sbarramento e collegi, tranne l'alternanza di un uomo e una donna nelle liste e almeno il 50% di capoliste donne, fattori che garantirebbero l'effettiva presenza di una cospicua rappresentanza femminile nel prossimo Parlamento.

L'argomento parità di genere in casa Forza Italia non è popolare, nonostante le prese di posizione di alcune sue esponenti come Elena Centemero che raggiunta al telefono non conferma né smentisce l'attenzione sul tema e commenta con un generico "stiamo lavorando, stiamo lavorando, anche al nostro interno, sulla parità di genere nelle liste perché noi siamo favorevoli ai principi della democrazia paritaria". Infatti serve l'accordo tra Pd e FI su tutti i punti perché si possa andare avanti. A guidare la trattativa sulla legge elettorale sono Denis Verdini e Francesco Paolo Sisto e secondo una fonte parlamentare di Forza Italia è stato espressamente chiesto al proprio interno di non spingere sulla questione e disinnescarla.

Intanto le ore passano e rimangono sul tavolo gli emendamenti non ritirati in commissione Affari costituzionali a prima firma di Roberta Agostini, vicepresidente di Commissione in quota Pd e sottoscritti anche da Scelta civica, Sel, Ncd e Psi. Assente appunto FI. Negli emendamenti si chiede proprio l'alternanza nelle liste (un uomo e una donna e non due uomini e due donne com'è nel testo base) e il 50% di donne capolista. Solo una settimana fa c'era stata una conferenza stampa congiunta di donne parlamentari, assenti solo Lega, Fratelli d'Italia e Movimento 5 stelle, per spingere affinché la parità di genere entrasse nella legge elettorale.

Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, tra le fondatrici di Snoq, e senatrice Pd alla prima legislatura commenta: "Il punto politico dell'intesa sulla democrazia di genere si è ottenuto allargando anche alle altre forze, perché a monte c'era questo ragionamento: per ottenere dei risultati il patto doveva essere raggiunto tra culture e forze differenti". Il patto c'era ma sembra già saltato. "C'è ancora molta sottovalutazione di questa battaglia politica" conclude Fedeli. (Public Policy)

LAP-SOR

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