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Cosa pensano i sindacati dei controlli a distanza

con_dis 01 luglio 2015

ROMA (Public Policy) - Sui controlli a distanza "non comprendiamo, di fronte al proliferare di accordi e contratti che hanno regolato l'impatto dell'innovazione tecnologica salvaguardando il principio che è vietato, in via pregiudiziale, il controllo a distanza, l'idea di superare questo principio". Lo ha detto Guglielmo Loy, segretario confederale Uil in audizione in commissione Lavoro alla Camera parlando dei dlgs attuativi del Jobs act.

Insieme al demansionamento e al superamento dell'articolo 18, quello del controllo a distanza è "il terzo tassello" per accogliere il documento presentato da Confindustria presentato nei mesi scorsi, ha spiegato Loy. Con la norma ci sarà "un uso più unilaterale delle tecnologie da parte dell'impresa. L'idea che è sufficiente un informativa", per consentire l'utilizzo di strumenti per il controllo "secondo noi è improprio", ha specificato il segretario Uil.

CGIL, "NORMA VERGOGNOSA"
La norma sui controlli a distanza "è vergognosa", per Corrado Baracchetti, responsabile mercato del lavoro Cgil, intervenuto anche lui in audizione. Occorre "definire in modo puntuale il divieto dell'utilizzo delle informazioni comunque ricavate e il rimando alle regole contrattuali", ha aggiunto il rappresentante Cgil

CISL, SERVONO REGOLE SUI DATI ACQUISITI
La norma sui controlli a distanza "tiene conto delle esigenze organizzative e della dignità del lavoratore", ma poichè "le informazioni potranno essere utilizzate anche per ricavarne indicazioni rilevanti sul piano disciplinare e per gli sviluppi di carriera, occorre affidare alla contrattazione collettiva meccanismi certi di avvenuta informazione del lavoratore circa le regole interne e l'utilizzo dei dati acquisiti, condizione indispensabile per rendere legittimi i controlli". Lo ha detto Livia Ricciardi, rappresentante Cisl, in audizione in commissione Lavoro alla Camera

UGL, CONTROLLI DISTANZA INCOSTITUZIONALI 
"Sono numerosi gli aspetti controversi dei decreti attuativi del Jobs act all'esame del Parlamento". Lo ha detto il segretario confederale dell'Ugl, Fiovo Bitti, nel corso dell'audizione in commissione Lavoro alla Camera.

"In merito al decreto su razionalizzazione e semplificazione - ha detto Bitti entrando nel dettaglio - riteniamo irricevibili e quindi da cancellare le disposizioni sui controlli a distanza, fortemente penalizzanti per la dignità e la libertà della generalità dei lavoratori e contrarie ai principi costituzionali. In assenza di qualsiasi disciplina di contrasto al fenomeno del mobbing, il lavoratore è posto sotto violento ricatto. Una modifica è invece possibile per le norme sulla cessione dei riposi e delle ferie, eliminando la previsione, peraltro non contenuta nella delega originaria della legge, che essa possa avvenire esclusivamente fra lavoratori di pari livello e categoria, cosa che affievolisce lo spirito di solidarietà della norma". (Public Policy) FRA

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