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LA CRISI SECONDO DAVIDE SERRA, IL FINANZIATORE DI RENZI /INTERVISTA

LA CRISI SECONDO DAVIDE SERRA, IL FINANZIATORE DI RENZI /INTERVISTA 13 maggio 2013

LA CRISI SECONDO DAVIDE SERRA, IL FINANZIATORE DI RENZI /INTERVISTA

Foto La Presse

PARLA L'UNICO ITALIANO INTERVENUTO ALLA GLOBAL INVESTIMENT CONFERENCE

(Public Policy) - Londra, 13 mag - (di Chiara Masini) Davide
Serra, classe 1971, noto in Italia per essere tra i maggiori
finanziatori di Matteo Renzi, avendo donato, insieme ad Anna
Barassi, 100 mila euro alla Fondazione Big Bang, è stato
l'unico italiano tra i relatori intervenuti alla Global
Investment Conference 2013 che si è tenuta a Londra per
parlare di investimenti nella capitale inglese e anche su
scala mondiale, di crescita economica nonostante la crisi
dell'Eurozona.

Il premier David Cameron, il cancelliere David Osborne, il
sindaco di Londra Boris Johnson, Xavier Rolet, ceo di London
Stock Exchange Group, il ministro delle Finanze tedesco
Wolfgang Schäuble, la direttrice del Fondo monetario
internazionale Christine Lagarde, oltre a numerosi
finanzieri, banchieri, e dirigenti di società quotate, si
sono confrontati sui temi dell'economia globale.

Serra, fondatore nel 2006 della Algebris Investments, una
media azienda della finanza, è intervenuto nella tavola
rotonda "Gestione dei capitali: attrarre investimenti a
lungo termine" insieme a Katherine Garrett-Cox, ceo di
Alliance Trust, all'assicuratore di Prudential Tidjane Thiam
e a Dominique Carrell-Billiard amministratore delegato di
Axa Investment Managers.

Il finanziere, italiano per nascita, londinese per scelta,
è attivo nella capitale britannica con varie iniziative: lo
scorso novembre ha organizzato insieme ad Alessandro Mele di
Ad Maiora Consulting, una cena di beneficenza presso la
chiesa italiana St Peters in Clerkenwell, con, come ospite
d'onore, l'allora ministro dell'Economia Vittorio Grilli, in
quei giorni in visita ufficiale.

D. SERRA, PERCHÈ È INTERVENUTO A QUESTA CONFERENZA SUGLI
INVESTIMENTI?
R.
Mi trovo a questo panel perché rappresento una delle
tante Pmi del risparmio gestito londinese. Sicuramente adoro
Londra come centro di attrazione di capitale, perché è un
sistema basato su regole serie e precise, dove c'è una
tassazione ferma, molto rigorosa e dove chiunque è benvenuto
per fare il proprio business.

Questo è un Paese dove c'è un canadese come governatore
della banca centrale, l'amministratore delegato della prima
banca è un portoghese, il primo assicuratore è un francese
nato in Nigeria e quindi questo è un grosso servizio per
l'Inghilterra perché l'industria dell'asset management è
l'industria di chi investe non solo qui ma anche nel resto
del mondo. Io sono orgoglioso e fiero di essere nato in
Italia e di aver passato la metà dei miei anni qui e devo
dire che tutta la mia capacità professionale è stata
sviluppata qui.

D. OGGI SI È PARLATO ANCHE DI CRISI DELL'EUROZONA. SECONDO
LEI LA GERMANIA ACCETTERÀ L'ALLENTAMENTO DEI VINCOLI DI
BILANCIO E DELLE STRETTE FISCALI PER FAVORIRE LA CRESCITA DI
STATI COME L'ITALIA?
R.
Ogni Paese deve essere gestito come una famiglia, non
puoi spendere più di quanto guadagni. Questo è un concetto
molto semplice. Noi veniamo sfortunatamente da un sistema
dove negli ultimi trent'anni, soprattutto in Italia, i
politici non hanno fatto altro che comprare voti spendendo
soldi pubblici, pensando che tanto i soldi non fossero loro
e la gente era ben contenta di votarli e di fare
fondamentalmente attività, lavori che non producevano
ricchezza.

Pensi solo che l'Italia è passata dal debito del 30% quando
io sono nato nel 1971 al debito del 130% quando io me ne
sono andato nel 1991, come è oggi. Questo vuol dire che in
venti anni si sono spesi il 100% del debito sul Pil, 100
diviso 20, ossia ogni anno il Paese Italia ha speso il 5% in
più di quello che guadagnava.

Cosa succede se una famiglia per venti anni spende il 5% in
più di ciò che guadagna? Succede che la banca gli dice
'basta, non ti faccio più credito' o ancora peggio gli dice
'ripagami i debiti'. Quindi oggi il tema non è tanto come
allentare i vincoli, ma è come spendere i soldi bene e come
ottimizzarli per la crescita.

D. QUAL È LA SUA OPINIONE SULLA CRISI DELL'EUROZONA? C'È
FORSE TROPPA AUSTERITÀ IN QUESTO PERIODO?
R.
La crisi dell'euro viene dal fatto che se si spende più
di quel che si guadagna alla fine non ce la si fa, questa è
la crisi. Austerità? Ma quale austerità, noi abbiamo
aumentato del 10% il debito pubblico sul Pil negli ultimi
dieci mesi. Negli ultimi anni Italia, Francia e Spagna non
hanno risparmiato un euro, hanno speso più che negli ultimi
tre anni.

Se lei prende i numeri, il bilancio statale di Francia,
Spagna e Italia negli ultimi tre anni è aumentato, quindi
quella non è austerity, vuol dire spendere di più. Quando la
gente dice austerity, non sa di cosa parla, dobbiamo
guardare i numeri.

D. DA POCHI GIORNI ABBIAMO UN NUOVO GOVERNO, COSA NE PENSA?
R.
Sono a Londra e oggi non ho voglia di parlare di
politica italiana, sono a questa conferenza e parlo di
investimenti. (Public Policy)

CMA

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