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La Grexit? Sarebbe un grosso guaio, ma per l'Eurozona. Intervista a Leonidas Stergiou

tsipras 08 maggio 2015

ATENE (Public Policy) - di Gaetano Veninata - La Grexit? "Economicamente sarebbe un grosso problema per la Grecia. Ma il guaio peggiore, politicamente parlando, sarebbe per l'Eurozona. Un grosso guaio". Incontriamo Leonidas Stergiou, responsabile della redazione economica di Kathimerini, tra i principali quotidiani greci, di orientamento liberale, alla vigilia dell'Eurogruppo dell'11 maggio (l'ennesimo) sulla questione greca.

LEONIDAS, CHE SUCCEDE LUNEDÌ?
Stando alle informazioni in nostro possesso al momento non ci aspettiamo nessun accordo, nessun tipo di accordo.

L'ENNESIMA FUMATA NERA?
Stando alle esperienze passate, e parlo degli ultimi 5 anni, le questioni principali sul tappeto, tra Grecia e creditori, sono sempre le stesse tre: fisco, mercato del lavoro e sistema assicurativo. Se una sola delle tre rimane aperta, non si riuscirà mai a raggiungere un accordo.

E IL NUOVO PIANO A CUI STA LAVORANDO IL GOVERNO GRECO VIENE INCONTRO A QUESTE TRE RICHIESTE?
Il nuovo piano prevede che si avrà un pacchetto, un accordo completo che includa le tre questioni, ma prese step by step, una alla volta. Ma sembra che anche da questo piano non ci si possa aspettare un esito positivo e che si voglia rimandare l'intera discussione a giugno, o a fine giugno.

QUALI SONO I COSTI DI QUESTO NUOVO RINVIO?
Lo svantaggio principale di questo rinvio è estremamente pratico: non ci sono i soldi per aspettare fino a fine giugno per un terzo piano di salvataggio. Le due parti stanno cercando di trovare un compromesso, a livello tecnico e politico. Ci sembra di capire che il compromesso è molto facile da trovare a livello tecnico, ma non si riesce a trovare una soluzione a livello politico. Dal momento che le due parti hanno sempre mantenuto posizioni molto arroccate negli ultimi tre mesi, è molto difficile comunicare alla propria opinione pubblica una sorta di cambiamento di fronte. È molto difficile per Tsipras, è ugualmente difficile per la Merkel.

QUANTO È REALISTICA L'USCITA DELLA GRECIA DALL'EURO?
Non credo che una 'Grexit' sia uno scenario possibile. E non sarebbe lo scenario migliore né per la Grecia né per l'Eurozona. Inoltre ci sarebbero grandissime difficoltà sia dal punto di vista tecnico che politico. È più semplice trovare una soluzione a questa difficile situazione, così come è stata descritta, che affrontare, gestire, un'uscita della Grecia dall'euro. Soprattutto, di nuovo, per ragioni politiche, più che economiche. Penso infatti che l'Eurozona sarebbe in grado di affrontare questo dal punto di vista tecnico, ma non credo che riuscirebbe ad affrontare gli effetti collaterali, da un punto di vista strettamente politico.

I GIORNALI ITALIANI HANNO MOLTO ENFATIZZATO UN PRESUNTO 'COMMISSARIAMENTO' DEL MINISTRO DELLE FINANZE VAROUFAKIS, VISTA LA DECISIONE DI AFFIANCARGLI UN TEAM PER NEGOZIARE CON BRUXELLES. IN GRECIA COME VIENE LETTA LA SCELTA DI TSIPRAS?
Tsipras ha voluto, in teoria, mandare un messaggio all'Eurogruppo: voglio trovare un compromesso, faccio fare un passo indietro al mio ministro, che fin dall'inizio delle negoziazioni ha avuto rapporti difficili con i partner europei. Ma, in pratica, è Varoufakis che continua a prendere le decisioni, che s'incontra con Moscovici (commissario Ue; Ndr), che rappresenta la Grecia nell'Eurogruppo. Quindi mi chiedo: che passo indietro è? E infatti è una mossa che non ha convinto Bruxelles.

CHE RUOLO HA IN TUTTO CIÒ, NELLE SCELTE DI POLITICA ECONOMICA DEL GOVERNO TSIPRAS, IL PARTITO DEI GRECI INDIPENDENTI, DISCUSSO PARTNER DI COALIZIONE DI SYRIZA?
È difficile rispondere, perchè nessuno ha ben chiaro quali siano gli orientamenti economici dei Greci Indipendenti. L'unica cosa chiara è che seguono e supportano, finora, tutto quello che ha proposto Syriza.

A LIVELLO INTERNO, LE PRIME MISURE PRESE DAL GOVERNO IN CHE DIREZIONE VANNO?
Syriza sta provando a mantenere le sue promesse elettorali, nessuno può negarlo. Ma fino a quando non trova un'equilibrio fra le promesse e quello che chiede l'Europa, si tratterà solo di misure unilaterali, che avranno effetti fiscali negativi.(Public Policy)

@VillaTelesio

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