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La proposta Laforgia-Cuperlo sul reddito di inclusione sociale

reddito soldi 03 giugno 2015

ROMA (Public Policy) - Erogare il reddito di inclusione sociale (Reis) in 4 annualità, prima di andare a regime, secondo un piano nazionale prestabilito che prevede investimenti progressivi che vanno da un minimo di 1,7 miliardi annui fino a 7,1 a favore di famiglie con reddito sotto la soglia della povertà assoluta, partendo da quelle con reddito inferiore al 37% della soglia.

È questa, nella sostanza, la gradualità delle risorse (e della platea dei beneficiari) stabilita nella proposta di legge alla Camera "per il contrasto della povertà attraverso l'introduzione di un reddito di inclusione sociale", a prima firma di Francesco Laforgia (Pd).

Il progetto di legge, di cui l'ex presidente del Pd Gianni Cuperlo è secondo firmatario, è stato assegnato alle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali a Palazzo Montecitorio ed è pronto per iniziare il proprio iter parlamentare.

Nei giorni in cui Area riformista, la corrente Pd guidata dall'ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza, si è schierata a favore della proposta sul reddito di cittadinanza lanciata dall'associazione di don Ciotti, Libera, in alternativa al reddito di cittadinanza dei 5 stelle, anche la proposta cuperliana (annunciata alla Camera un mese fa) ha preso forma (e sostanza).

IL FONDO DI INCLUSIONE SOCIALE
La pdl prevede che il ministro del Lavoro istituisca, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, un "fondo per il reddito di inclusione sociale".

Il fondo, si dice nella proposta, è alimentato da: "Razionalizzazione delle misure di sostegno delle responsabilità familiari come l'introduzione dell'assegno unico per i figli in sostituzione delle detrazioni per familiari a carico e dell'assegno al nucleo familiare; riforma delle misure per il contrasto della povertà, quali assegni sociali e pensioni integrate al minimo, prevedendo che siano esclusi dai benefici i nuclei familiari con un reddito superiore a 15mila euro; il riordino delle pensioni di guerra indirette e la previsione di un contributo di solidarietà da parte di percettori di pensioni elevate e la revisione delle agevolazioni fiscali".

Ma non solo. Serviranno infatti, tra le altre misure, "la modifica della misura del prelievo erariale unico applicato sui giochi e delle relative addizionali e della percentuale del compenso per le attività di gestione e dei punti vendita" e "la riduzione lineare delle dotazioni finanziarie di parte corrente delle missioni di spesa di ciascun ministero" (escludendo, però, gli stanziamenti nelle missioni su istruzione scolastica e universitaria).

LA DETERMINAZIONE DEL REIS
Il reddito di inclusione sociale, sostengono i proponenti, "garantisce al beneficiario, o al suo nucleo familiare, anche tramite integrazione, un reddito annuo netto calcolato secondo l'indicatore della soglia di povertà assoluta stabilito annualmente dall'Istat".

Ed è erogato in base a un piano nazionale, su 4 annualità, prevedendo "per il primo anno un investimento di 1,7 miliardi di euro e sono ammesse esclusivamente le famiglie con reddito inferiore al 37% della soglia di povertà assoluta; per il secondo un investimento di 3,5 miliardi di euro e sono ammesse le famiglie con reddito inferiore al 65% della soglia di povertà assoluta; per il terzo un investimento di 5,3 miliardi di euro e sono ammesse le famiglie con reddito inferiore all'84% della soglia di povertà assoluta".

A partire dal quarto anno, poi, ovvero dal primo anno a regime, la pdl prevede "un investimento pari a 7,1 miliardi di euro" di cui sono beneficiarie "le famiglie con reddito inferiore al 100% della soglia di povertà assoluta". Il reddito di inclusione sociale, che è erogato dall'Inps dietro apposita richiesta dell'eventuale beneficiario, "non è imponibile né pignorabile".

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