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La questione dell'olio di palma: il ddl al Senato e la Ferrero

olio palma 16 gennaio 2017

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Sopprimere l'aliquota Iva agevolata al 4% per l'olio di palma e quella del 10% per i grassi idrogenati, portandola al 22%. Il motivo? Incentivarne la sostituzione nei processi produttivi con altri oli che hanno migliori caratteristiche organolettiche.

È quanto prevede, in sintesi, un disegno di legge al Senato, a prima firma di Francesco Campanella (Misto - Sinistra italiana), assegnato dall'estate scorsa (ma non ancora neanche calendarizzato) all'esame della commissione Sanità al Senato.

La proposta Campanella torna d'attualità in questi giorni, in cui la Ferrero difende l'utilizzo dell'olio di palma, utilizzato nella produzione della Nutella.

La Ferrero infatti, in controtendenza rispetto ad altre grandi aziende alimentari che hanno sostituito l'olio di palma, ha avviato una campagna pubblicitaria per contrastare l'idea che sia dannoso per i consumatori.

Fatto sta che un'aliquota diversa da quella attuale, come vorrebbe il ddl Campanella, avrebbe pesanti ripercussioni su processi produttivi come quello della Nutella.

NON SOLO OLIO DI PALMA Il ddl Campanella punta anche a vietare l'utilizzo nelle mense scolastiche e ospedaliere di prodotti e ingredienti contenenti un elevato apporto totale di acidi grassi saturi, zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali, secondo le indicazioni contenute in un decreto ad hoc del ministro della Salute.

Ancora l'articolo 3 del progetto di legge, prevede una delega all'esecutivo per l'introduzione di un prelievo fiscale aggiuntivo sulle "bevande cosiddette di fantasia", quelle che riprendono il nome di un frutto ma ne contengono meno del 12%, riprendendo, come spiega la relazione illustrativa, un'idea del 2012 dell'allora ministro della Salute, Renato Balduzzi, che aveva proposto l'introduzione di un prelievo su questi prodotti, in relazione al rilevante contenuto di zuccheri aggiunti e dolcificanti artificiali.

La proposta Balduzzi, tuttavia, "era stata bloccata dall'azione di contrasto dell'industria di settore". Il ddl Campanella prevede, infine, che gli intrioti aggiuntivi siano destinati al finanziamento di campagne ad hoc per l'educazione alimentare nelle scuole. (Public Policy)

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