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La Sacra Rota finisce in aula alla Camera, con Brunetta

papa giubileo 13 marzo 2017

ROMA (Public Policy) - In merito al decreto emanato dal decano della Sacra Rota, che assegna a sé la nomina dei difensori delle parti nei processi davanti ai tribunali ecclesiastici, il Governo italiano, "nell'affermare il principio di indipendenza e sovranità della Chiesa cattolica" e le "prerogative giurisdizionali", non può sindacare questa iniziativa in merito ai giudizi di nullità matrimoniale né la conformità alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

A precisarlo in aula alla Camera il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, rispondendo all'interpellanza a prima firma Renato Brunetta (capogruppo Forza Italia) in merito alla previsione - attraverso decreto del decano della Sacra Rota - secondo cui la nomina degli avvocati per controversie nei tribunali della Santa Sede possa avvenire soltanto da parte del decano stesso. In particolare, l'interpellanza individuava una lesione del diritto di difesa e chiedeva al Governo quali iniziative intendesse assumere.

Il Governo - ha proseguito tuttavia Migliore - può pronunciarsi sul rispetto o meno del "diritto di difesa" nei procedimenti davanti ai tribunali ecclesiastici, "ai fini della delibazione della sentenza di competenza del giudice nazionale".

Infatti, la corte d'appello competente a dare effetto alla decisione del tribunale ecclesiastico nel territorio italiano è tenuta anche a verificare "il diritto di agire e di resistere in giudizio, in modo non difforme dai principi fondamentali dell'ordinamento italiano".

Pertanto, è possibile e necessario valutare se nonostante le limitazioni alla "facoltà di nomina dell'avvocato di fiducia" il processo "si sia svolto nel rispetto delle garanzie difensive". Conferme in proposito, ha chiarito Migliore, vengono dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione. (Public Policy) MAD

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