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LA SIRIA A MONTECITORIO

11 settembre 2013

CRISI SIRIANA, LE QUATTRO MOZIONI IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA

foto La Presse

Per approfondire:

- L'ULTIMO RAPPORTO ONU SULLA SITUAZIONE IN SIRIA

LETTA: SOLUZIONE POLITICA STRADA IN SALITA MA PERCORRIBILE

(Public Policy) Roma, 11 set - "Una soluzione politica per
la crisi siriana è sicuramente una strada in salita, ma è
una strada che resta possibile, da battere con
determinazione e volontà". Lo ha detto il premier Enrico
Letta
, intervenendo alla Camera.

Al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, è la convinzione di
Letta, "esiste ancora lo spazio angusto ma percorribile per
impedire l'uso delle armi chimiche" attraverso "sanzioni
dure" e misure di "deterrenza" che però non passino
attraverso l'intervento militare.

"Dobbiamo percorrerlo questo spazio - aggiunge - e il
nostro Governo sta lavorando in ogni sede
per questo".

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(Public Policy) Roma, 11 set - L'Aula della Camera ha
approvato la mozione della maggioranza e quella di Pia
Locatelli (Psi)
sulla crisi siriana, su cui il Governo aveva
espresso parere favorevole. Ha invece respinto le mozioni
del Movimento 5 stelle, Sel, Lega e Fdi
, che chiedevano il
non intervento dell'Italia in una missione in Siria, nemmeno
sotto l'egida dell'Onu.

LE MOZIONI DEI GRUPPI:

M5S
I 5 stelle chiedono al governo di "ad assumere un
ruolo proattivo nelle trattative diplomatiche in attesa
della conferenza di Ginevra II, sia a livello di politica
interna europea che internazionale; ad utilizzare perciò
tutti i canali diplomatici di cui dispone per evitare
l'intervento militare
di altri Paesi in territorio siriano e
proporsi quale mediatore per una soluzione pacifica del
conflitto
; a non partecipare ad alcun tipo di intervento in
territorio siriano, né militare né tantomeno in operazioni
di peacekeeping ma a fornire piuttosto aiuto ed esperienza
in termini diplomatici, anche attraverso la creazione di
partnership con il Paese stesso".

SEL
La mozione di Sinistra, ecologia e libertà impegna il
governo "ad intensificare la propria iniziativa in tutte le
sedi, in particolare in seno all'Unione europea, per un
processo negoziale e politico che porti alla soluzione
diplomatica del conflitto, e che preveda il cessate il
fuoco, il disarmo delle parti coinvolte, nonché il rilancio
del processo di Ginevra, coinvolgendo tutti gli attori
regionali, a partire dall'Iran
, condannando altresì
qualsiasi intervento armato al di fuori di un mandato Onu e
sostenendo il ruolo centrale dell'inviato speciale delle
Nazioni Unite e della Lega Araba, Lakdar Brahimi;

a proporre la riunione di un Consiglio europeo
straordinario che abbia all'ordine del giorno la
de-escalation, l'agenda di Ginevra e la richiesta di
convocazione di una sessione speciale dell'Assemblea delle
Nazioni Unite sulla crisi siriana; a riaffermare
l'indisponibilità dell'Italia
a partecipare direttamente o
indirettamente (concedendo, ad esempio, l'uso delle basi
militari presenti sul territorio nazionale o autorizzando
altre forme di supporto logistico, o il diritto di sorvolo
degli aerei d'attacco) a qualsiasi intervento militare in
Siria".

MAGGIORANZA
La mozione della maggioranza, firmata da Roberto Speranza
(Pd), Renato Brunetta (Pdl), Pino Pisicchio (Gruppo Misto) e
Lorenzo Dellai (Scelta civica) impegna il governo "a
svolgere, ancor più alla luce dei recentissimi sviluppi, un
ruolo proattivo per favorire e rendere possibile una
soluzione politica della crisi
e un negoziato tra le parti;
a sostenere l'iniziativa volta a far emergere, a mettere
sotto controllo internazionale e a neutralizzare l'arsenale
chimico siriano, con l'obiettivo irrinunciabile che non
possa essere nuovamente usato, confidando che una
risoluzione in tal senso sia presto adottata dal Consiglio
di sicurezza delle Nazioni Unite;

a proseguire nella sua azione di condanna assoluta ed
inequivocabile dell'utilizzo di armi chimiche
e della
necessaria punizione dei responsabili, anche attraverso il
ricorso agli strumenti politici, diplomatici e convenzionali
possibili, incluso il deferimento al Tribunale penale
internazionale;

ad insistere perché la reazione della comunità
internazionale sia ferma e funzionale al raggiungimento di
obiettivi chiari, ivi inclusa la prevenzione dell'ulteriore
utilizzo di armi chimiche
, attraverso strumenti
proporzionati, assicurando il più ampio consenso
internazionale nel rispetto del ruolo delle Nazioni Unite,
escludendo la partecipazione ad interventi militari in
assenza di un esplicito mandato del Consiglio di sicurezza
e, in ogni caso, valutando con attenzione che ogni azione
intrapresa non comporti solo un aggravamento della
situazione politica e di instabilità dell'area
".

E ancora "ad intensificare l'impegno umanitario in favore
dei profughi; a prendere tutte le iniziative che possano
essere utili ad accelerare una tregua
, per un cessate il
fuoco bilaterale più ampio, e a creare le condizioni per un
nuovo negoziato internazionale capace di dare voce adeguata
all'opposizione siriana interna e all'estero, alla società
civile siriana e a tutti i Paesi coinvolti nel conflitto che
possono avere peso nella ricerca di una soluzione equa e
nella fine del conflitto stesso; a verificare tutte le
strade diplomatiche e politiche perché la situazione in
Siria si apra alla transizione democratica per superare
l'attuale regime, assicurando la rappresentanza di tutte le
componenti, la tutela delle minoranze, il rispetto dei
principi dello Stato liberale e di diritto".

Ancora: "A far sì che la soluzione politica e diplomatica
coinvolga necessariamente tutti gli attori importanti,
regionali e internazionali, inclusi la Russia e l'Iran,
attraverso il rilancio del processo di Ginevra per giungere
alla convocazione di una conferenza internazionale;
a portare avanti la riflessione, con i partner europei,
sulle modalità di applicazione delle sanzioni nei confronti
della Siria in funzione dell'obiettivo di condurre le parti
al tavolo negoziale, perché sia più forte la pressione
sull'attuale regime e si attenuino invece gli effetti sulla
popolazione civile
;

a farsi promotore di una politica europea unitaria, sulla
base del joint statement sottoscritto a margine dei lavori
del G20 di San Pietroburgo, degli esiti positivi della
riunione informale dei ministri degli Esteri dell'Unione
europea a Vilnius
e della comune determinazione sulla
condanna dell'utilizzo di armi chimiche, da far valere anche
in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e con
l'ambizione di far evolvere la politica estera e di
sicurezza comune verso uno strumento effettivo ed efficace,
in prospettiva del Consiglio europeo di dicembre 2013 sulla
difesa, nonché del semestre italiano di presidenza nella
seconda parte del 2014;

a valutare attentamente le conseguenze del conflitto
siriano sul contesto in cui si svolge la missione Unifil,
adeguando le condizioni di sicurezza del contingente
italiano dislocato in Libano
;

a riferire tempestivamente al Parlamento sugli sviluppi
della crisi in Siria anche al fine delle conseguenti
determinazioni relative alla posizione dell'Italia".

FRATELLI D'ITALIA
Fratelli d'Italia impegna il governo "a non appoggiare un
eventuale intervento militare in Siria
, nemmeno attraverso
l'uso delle basi militari, se non deciso e attuato in ambito
sovranazionale sotto l'egida dell'Onu;

a ricercare, al contempo, una via di uscita politica dal
conflitto siriano, anche attraverso il sostegno alla
proposta di requisizione delle armi chimiche siriane su cui
già diverse diplomazie europee si sono pronunciate
favorevolmente, mantenendo un dialogo costante con i partner
del gruppo 'Amici della Siria'
, e valutando l'opportunità
dell'avvio di contatti diretti con la Russia e l'Iran, anche
con l'obiettivo di agganciare quest'ultimo Paese al processo
di Ginevra;

a sostenere nelle competenti sedi internazionali l'avvio
dei negoziati tra le parti attraverso la tempestiva
convocazione della conferenza Ginevra II, atta a definire
una via d'uscita al conflitto in Siria che favorisca la
cessazione delle ostilità e l'avvio della transizione
democratica nel Paese
". (Public Policy)

VIC

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