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LA VICENDA DE GREGORIO, STORIA DEL SENATORE CHE PASSÒ DALL'IDV AL CAV

01 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 1 mar - "L'accordo si consuma nel
2006, il mio incontro a Palazzo Grazioli con Berlusconi
servì a sancire che la mia previsione di cassa... era di 3
milioni e che immediatamente partirono le erogazioni... Ho
ricevuto 2 milioni in contanti da Lavitola a tranche da
200/300 mila euro". Queste le parole (messe a verbale)
dell'ex senatore Idv (poi passato al Pdl) Sergio De Gregorio
ai giudici, che hanno fatto scattare l'accusa per Silvio
Berlusconi di corruzione.

L'inchiesta nasce nell'ambito dell'indagine sui
finanziamenti per l'editoria in cui è coinvolto il
faccendiere Valter Lavitola (ex direttore de L'Avanti!, di
cui fu direttore, nel 1996, lo stesso De Gregorio). È stato
infatti Lavitola a parlare per primo dei contatti tra il
senatore e Berlusconi, ed è sempre Lavitola ad avergli
versato (secondo quanto affermato da De Gregorio) 2 dei 3
milioni per cambiare casacca.

RETROSCENA
Tutto nasce quando De Gregorio (che sta collaborando con i
pm) viene eletto - con i voti del centrodestra - alla
presidenza della commissione Esteri del Senato, vincendo la
sfida con la candidata governativa, l'ex partigiana Lidia
Menapace.

Da allora sono arrivate, nell'ordine: le
dimissioni dalla carica di direttore editoriale dell'Idv
(fortemente chieste da Antonio Di Pietro); l'astensione
durante la votazione di un provvedimento di indulto, voluto
dal Governo; il definitivo addio all'Italia dei valori e
all'Unione; il voto contrario alla fiducia nei confronti del
Governo nel febbraio 2007; la sigla di un patto federativo
tra il suo movimento (Italiani nel mondo) e Forza Italia;
infine il voto contro la fiducia al Governo il 24 gennaio
2008, decisivo per la caduta dell'Esecutivo guidato da
Romano Prodi.

CHI È SERGIO DE GREGORIO
Nato a Napoli, classe 1960, De Gregorio, dopo una discreta
carriera giornalistica (Tg2 Dossier, Oggi, alcune
trasmissioni Rai), inizia la sua scalata politica nel Psi,
passando poi nel 1994 a Forza Italia. Nel 2000 fonda il
movimento Italiani nel Mondo. Nel 2005 si candida nella Dc
per le autonomie di Gianfranco Rotondi (elezioni regionali
in Campania), per poi stringere un accordo (con il suo
movimento) con l'Idv nel 2006, alle Politiche. Nel 2008,
infine, viene eletto senatore nelle fila del Pdl.

LA REAZIONE DI SILVIO BERLUSCONI
"È una situazione barbara quella di pm che utilizzano il
carcere come minaccia per far dire quel che vogliono ai vari
imputati o tengono in carcere persone come Lavitola, in
carcere da un anno senza aver commesso reati così gravi da
dover essere tenuto in carcere". Questa la prima reazione di
Silvio Berlusconi all'accusa di corruzione, parole
pronunciate durante un'intervista rilasciata a Studio Aperto.

"Sono forme di pressione sui cittadini affinchè, stremati,
pur di tornare alla libertà, possono dichiarare tutto quello
che i pm vogliono dichiarare - aggiunge il Cavaliere -
Questo è un fatto annoso nella storia dei rapporti con la
magistratura a cui dobbiamo dire basta. Noi come Pdl
scendiamo in piazza il 23 marzo a Roma per protestare contro
una parte dei magistrati che utilizza il proprio potere per
lotta politica e per eliminare quegli avversari che
attraverso i sistemi democratici delle elezioni non si
riescono ad eliminare dalla scena politica".

GASPARRI: NO ALL'USO POLITICO DELLA GIUSTIZIA
"Saremo in tanti al fianco di Silvio Berlusconi per dire
basta a un uso politico della giustizia - dice in una nota
il capogruppo al Senato del Pdl - Sia che si tratti di fatti
penalmente irrilevanti o addirittura di accuse del tutto
grottesche come quelle di voto di scambio per aver
comunicato un punto del programma elettorale, le notizie su
Silvio Berlusconi rimbalzano sulla stampa con una eco
clamorosa".

Gasparri spiega: "Il sospetto che qualcuno voglia
intorbidire le acque e destabilizzare ulteriormente il
quadro politico è forte. Non possiamo permettere che ciò
accada. La sovranità popolare e la democrazia vanno
rispettate sopra ogni cosa. Scendere in piazza per ribadire
il nostro sdegno è una necessità".

CIRIELLI (FDI): NON SI SCENDE IN PIAZZA PER UN SINGOLO
Più cauto sulle ipotesi di manifestare contro le azioni
della magistratura è uno degli esponenti più in vista di
Fratelli d'Italia, quell'Edmondo Cirielli primo firmatario
di quella famosa legge (la ex Cirielli, perchè poi la
sconfessò) che accorciava i tempi della prescrizione: "È
assurdo credere di poter risolvere il difficile rapporto che
si è creato negli ultimi vent'anni tra politica e
magistratura addirittura scendendo in piazza, su vicende dei
singoli. Berlusconi, per quanto autorevole, è un cittadino
uguale agli altri davanti alla legge".

"Fermo restando la libertà e
il diritto di manifestare - aggiunge su Facebook Cirielli -
è inaccettabile pensare di farlo contro un'istituzione. Non
è giusto, non appartiene alla cultura legalista del
centrodestra. Una forza politica vera propone e approva le
riforme. Non affronta i problemi sulla base di casi
personali. In questi anni il Pdl ha avuto i numeri per
poterlo fare e non lo ha fatto. È necessaria una riforma
seria della giustizia, ma non si può immaginare di farla
contro la magistratura".

IL CENTROSINISTRA: IL SOLITO BERLUSCONI
"La situazione politica ed economica del Paese è molto
grave e l'unico interesse di Berlusconi e del Pdl è quello
di indire manifestazioni contro la magistratura. Un atto
irresponsabile dettato unicamente dagli interessi privati di
Berlusconi che, ancora una volta, cerca di spostare
l'attenzione dell'opinione pubblica dalla gravità delle
accuse del senatore De Gregorio". Lo dichiara in una nota la
parlamentare Pd Donatella Ferranti, nell'ultima legislatura
capogruppo in commissione Giustizia alla Camera.

Idem per il responsabile Giustizia del partito guidato da
Pier Luigi Bersani, Andrea Orlando: "Il leader del Pdl
conferma ancora una volta di essere irresponsabile e
anteporre gli interessi personali a quelli del Paese. Se ce
ne fosse ancora bisogno, si dimostra l'impraticabilità di
qualunque ipotesi di governo con chi ignora totalmente, e
ancora una volta, i bisogni reali del Paese e promuove
l'aggressione contro pezzi delle istituzioni".

Stesso leit-motiv da parte di Sel, per bocca della
responsabile Giustizia Paola Balducci: "Stiamo in un momento
delicatissimo per il nostro Paese e questo scontro violento
tra Berlusconi e la magistratura non giova di certo,
l'aggressione da parte del centrodestra non è opportuna, né
conveniente per nessuno. Del tutto fuori luogo, inoltre, è
proclamare una manifestazione di piazza da parte del Pdl
contro i giudici". (Public Policy)

GAV

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