Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

"L'ALTA BUROCRAZIA OSTACOLA LE GRANDI OPERE" /INTERVISTA

INFRASTRUTTURE, MORETTI: SERVE INTERNAZIONALIZZARE E RIVEDERE INCENTIVI 21 maggio 2013

Luigi Grillo

Foto - La Presse

PARLA LUIGI GRILLO, PRESIDENTE DELLA CONSULTA PDL PER LE INFRASTRUTTURE

(Public Policy) - Roma, 21 mag - Project bond, obbligazioni
di scopo, defiscalizzazioni. Sono le misure messe in campo
dal governo Monti per attrarre capitali privati nella
realizzazione di opere pubbliche, solo le ultime di una
serie di provvedimenti che, a partire dal 2002, puntano a
coinvolgere i capitali privati nel settore delle
infrastrutture. Eppure nell'ultimo anno, commenta Luigi
Grillo, già presidente della commissione Lavori pubblici del
Senato (dal 2001 al 2006, e dal 2008 al 2013), e presidente
della Consulta infrastrutture del Pdl, questi sistemi non
hanno avuto attuazione pratica.

Di certo, sottolinea, questo ritardo non può essere
attribuito alla mancanza di risorse, che proprio grazie a
questi sistemi possono essere trovate nel settore privato. E
allora? Grillo sottolinea un punto: "Se le defiscalizzazioni
e i project bond non sono stati ancora applicati è per
l'ostruzione dell'alta burocrazia".
È questa, dichiara, "che sta impendendo la realizzazione
molte grandi opere. Non può funzionare uno schema nel quale
la burocrazia si sostituisce alla politica nei processi
decisionali". Ci sono pratiche, prosegue, "che arrivano al
Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione
economica; Ndr) e che attendono solo di usare questi
strumenti, ma che non sono state ancora approvate".
Il problema riguarda soprattutto gli interventi che
richiedono coperture finanziarie, come le defiscalizzazioni,
sui quali si deve esprimere anche il ministero
dell'Economia.

"Con le leggi che ci siamo dati - spiega a Public Policy - siamo all'avanguardia
in Europa. Potremmo forse semplificare un po' il codice degli appalti,
ma detto questo le norme per attrarre capitali privati sono fatte
bene". Certo, la lentezza nella realizzazione delle opere
pubbliche è da attribuire, per il politico ligure, anche a
altri fattori: scarsa certezza del diritto, malagiustizia in
ambito civile, tempi lunghi delle procedure.

Ma a tenere lontani i privati, ribadisce, è soprattutto
la resistenza che viene
dalle dirigenze ministeriali.
Che può essere vinta, per l'esponente Pdl,
solo con una forte determinazione politica:
"Il problema è che bisogna che la politica segni un colpo, e
faccia capire che le leggi approvate dal Parlamento devono
essere applicate".
"E il Governo, se ha una volontà politica forte, deve
spiegare ai burocrati, che quando il Parlamento e
l'Esecutivo decidono qualcosa, loro devono solo adoperarsi
perché questa cosa sia realizzata, e non fare ostruzionismo
finalizzato non si capisce bene a cosa. Noi parlamentari,
col governo tecnico e prima abbiamo fatto la nostra parte.
Gli ultimi ministri dell'Economia hanno sostanzialmente
assecondato lo strapotere della burocrazia e il risultato è
che non sono state fatte le opere".

Grillo è stato tra i promotori, nel 2002, della legge sul
project financing, la 166. Una norma, commenta, poi
aggiornata tra il 2006 e il 2011, per incentivare
ulteriormente gli investimenti. Gradualmente, le modalità di
realizzazione in project financing si sono così affermate
nel Paese. "Negli ultimi 5 anni, mediamente, si sono fatti
dai 45 ai
50 miliardi di opere pubbliche nei vari comparti,
a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale.
Possiamo con soddisfazione registrare che il project financing
sta funzionando, e che ormai l'Italia è un Paese dove il 20-25%
delle opere pubbliche si fa attraverso la finanza privata,
con l'aiuto delle banche".(Public Policy) LEP

© Riproduzione riservata