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I mali di Lampedusa vengono dal business dell'accoglienza, dice il sindaco

immigrazione 13 maggio 2015

ROMA (Public Policy) - "I mali di Lampedusa, oltre che dall'insularità, vengono dal clima emergenziale, dal business che si mette in moto in ogni occasione". Il problema "sono i grandi centri di accoglienza, perché anche se gestiti da cooperative o organizzazioni religiose, cosa cambia? Quando a me danno 32, 33 o 40 euro a testa per persona, più persone ho più guadagno, quindi sicuramente non sarò io a dire che le condizioni sono invivibili e non ci sono condizioni umane di eccellenza".

Lo ha detto il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, durante un'audizione in commissione Affari costituzionali al Senato, nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui temi dell'immigrazione. Per Nicolini a servire "sono i centri di primo soccorso", ma sicuramente non utilizzando gli alberghi: "Negli alberghi dobbiamo metterci i turisti, dobbiamo fare economia".

Per il resto, secondo il sindaco di Lampedusa, bisogna passare dalla logica dei grandi centri a quella di piccole comunità diffuse sul territorio: "È l'unico modo - precisa - per combattere il business dell'accoglienza". (Public Policy) GAV

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