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Lampedusa, governo: nel 2013 non c'è stata omissione di soccorso

immigrazione 20 ottobre 2014

ROMA (Public Policy) - Poco dopo le 17 "quando l'autorità Sar (ricerca e soccorso; Ndr) maltese segnalava il capovolgimento del natante carico di migranti e chiedeva il concorso di mezzi aerei e navali italiani la Nave Libra stava già dirigendosi sul punto del naufragio", a Lampedusa.

E "il lancio da parte dell'elicottero in prossimità dei naufraghi di una zattera di salvataggio e di numerosi salvagenti individuali, congiuntamente all'arrivo in area della stessa Nave Libra e di Nave Espero della Marina Militare e di motovedette della Guardia di finanza e della Capitaneria di Porto, contribuiva a consentire il salvataggio di più di 200 migranti".

Ha risposto così, in commissione Difesa alla Camera, il sottosegretario Domenico Rossi a un'interrogazione di Lia Quartapelle (Pd) sulla tragedia di Lampedusa dello scorso 3 ottobre 2013. L'interrogazione era volta a conoscere se corrispondesse al vero quanto riportato in un articolo su "L'Espresso" che aveva denunciato una "omissione di soccorso da parte delle forze della Marina militare italiana ad una barca di profughi provenienti dalla Libia, che avrebbe portato alla tragedia di Lampedusa".

Rossi ha ricordato come le regole internazionali in materia di ricerca e salvataggio delle vite umane in mare discendano "dalla Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio in mare (Sar), sottoscritta ad Amburgo il 27 aprile 1979 e ratificata dal nostro Paese con la legge 147 del 2 aprile 1989" che "prevede la stipula di accordi regionali per la delimitazione tra Stati frontisti e contigui di aree di responsabilità per la ricerca ed il salvataggio, in modo tale da includere, oltre alle rispettive acque territoriali di ogni Paese, porzioni di alto mare prevedendo, senza soluzione di continuità, una copertura completa degli spazi navigabili".

Per il sottosegretario, in riferimento ai momenti della tragedia, trovandosi il barcone "in area di responsabilità Sar di Malta, la centrale della Capitaneria ne dava tempestiva notizia al Centro di soccorso maltese che assumeva la direzione del coordinamento delle operazioni di ricerca e soccorso". Eppure "la centrale operativa della Marina Militare disponeva, di propria iniziativa, che la nave Libra si dirigesse verso il punto segnalato impiegando per il soccorso anche l'elicottero imbarcato".

Infine il sottosegretario ha ribadito come "ogni qualvolta il centro di coordinamento maltese, ritenendo insufficienti le risorse a propria disposizione, abbia richiesto l'intervento di mezzi a supporto, l'Italia ha sempre e prontamente fornito i propri assetti". Per Quartapelle "la risposta resa dal governo è particolarmente importante, in quanto chiarisce che le autorità italiane hanno disposto l'invio di mezzi e che non c'è stata quindi omissione di soccorso".(Public Policy)

IAC

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