Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

L'assistenza Ue alla Tunisia: 500 milioni da metà 2016

tunisia 11 aprile 2016

di Luca Iacovacci

ROMA (Public Policy) - Cinquecento milioni di euro tramite un prestito a medio termine alla Tunisia per contribuire a coprire il fabbisogno residuo di finanziamento esterno per il periodo 2016-2017 e aiutare la stabilizzazione politica ed economica del Paese, anche a seguito degli attentati terroristici del 2015.

È questo il contenuto della proposta di decisione del Parlamento e del Consiglio Ue in materia di assistenza macrofinanziaria supplementare alla Tunisia, su cui è arrivato l'ok (la scorsa settimana) dalla commissione Esteri di Palazzo Madama, chiamata a pronunciarsi sull'atto comunitario in ragione del rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà (la scadenza per l'espressione dei pareri da parte dei Parlamenti nazionali sulla proposta Ue è fissata al 26 aprile).

COSA PREVEDE LA PROPOSTA DI DECISIONE DELL'UE
L'erogazione dei 500 milioni, dice l'art. 2 dell'atto comunitario, è subordinata "alla condizione preliminare del rispetto, da parte della Tunisia, di meccanismi democratici effettivi, compresi il pluralismo parlamentare, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani", con compiti di supervisione affidati alla Commissione e al Servizio europeo per l'azione esterna.

L'erogazione dell'assistenza, spiega ancora la relazione sulla proposta, sarà anche subordinata all'attuazione soddisfacente del futuro programma economico concordato dalla Tunisia con il Fondo monetario internazionale.

I TEMPI DELL'EROGAZIONE DELLE RISORSE
Nel documento proposto dalle istituzioni europee si legge che l'erogazione delle risorse, fornite dalla Commissione Ue, si articolerà in 3 rate, rispettivamente in tranche di 200 milioni, 150 e 150, con inizio previsto a metà del 2016.

La seconda rata, poi, subordinata a una serie di misure di politica, potrebbe essere erogata nel corso del quarto trimestre 2016 mentre l'ultima nel primo semestre 2017, "ferma restando l'attuazione delle misure previste".

Infine, in merito all'incidenza sul bilancio unionale, secondo l'esecutivo europeo si ritiene che "l'incidenza finanziaria dell'operazione sia sostenibile in termini di bilancio". (Public Policy)

© Riproduzione riservata