Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Il lato oscuro delle sanzioni: le preoccupazioni del Mise

putin 19 settembre 2014

(Public Policy) - Roma, 19 set - "Forte è la preoccupazione dell'Unione europea e degli Stati membri rispetto agli effetti sostitutivi che vedrebbero Paesi terzi acquisire quote di mercato russo lasciati liberi da imprese europee e Usa in ragione delle sanzioni".

Lo ha detto il viceministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, rispondendo nell'aula della Camera a un'interpellanza del Movimento 5 stelle in merito agli effetti delle contromisure che il governo russo (nella foto: il presidente Vladimir Putin) si appresa a prendere in risposta alle sanzioni europee scaturite dalla crisi ucraina.

Calenda ha ricordato che "l'entrata in vigore delle nuove misure europee è stata posticipata comunque a tempo indeterminato al fine di consentire una più puntuale verifica dell'accordo sul cessate il fuoco" e che "l'Ue si è detta pronta, sulla base degli sviluppi sul terreno, anche a rivedere eventualmente le misure concordate in vista di una auspicabile soluzione politica del conflitto".

"Le sanzioni commerciali ritorsive - ha poi precisato - poste in essere da parte russa riguardano parti importanti del nostro export: carni fresche, lavorate, pesce, ortofrutta e latticini. Un decreto russo del 20 agosto introduce una parziale modifica al divieto di importazione con l'esclusione di prodotti senza lattosio, il che potrebbe favorire alcuni formaggi italiani. Si ipotizza che la Russia possa adottare ulteriori misure contro le esportazioni europee nel settore auto, tessile e moda".

"Il ministero dello Sviluppo economico - ha proseguito - ha già avviato importanti azioni: primo, ha dato mandato all'ufficio Ice (Istituto nazionale per il commercio estero; Ndr) di potenziare le sue attività promozionali nei settori non colpiti dall'embargo russo; secondo, ha deciso di supportare i prodotti colpiti da embargo con un'adeguata attività di promozione su altri mercati esteri".

Inoltre, ha aggiunto Calenda, "il mercato degli Usa può rappresentare una valida alternativa. Nel primo semestre 2014 le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti sono cresciute del 7,8% rispetto all'anno precedente. Il surplus commerciale ha superato gli 8 miliardi di dollari. Dati che proiettano l'export italiano verso gli Usa ad un valore assoluto di oltre 28 miliardi di euro. Il miglior risultato di sempre".(Public Policy)

VIC

© Riproduzione riservata