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Lavori in corso sulla Stabilità: dalla Tasi ai giochi

stabilità 04 novembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Viola Contursi - Limitare il numero degli emendamenti da presentare alla legge di Stabilità come maggioranza (il termine è fissato per sabato 7 alle 12), portando il numero totale intorno ai 400, per far sì che subito dalla prossima settimana l'esame entri nel vivo.

È una delle decisioni, a quanto si apprende, prese durante l'ultima riunione  di maggioranza e governo sul ddl, martedì pomeriggio.

Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, le due relatrici Magda Zanoni (Pd) e Federica Chiavaroli (Ap), il presidente della commissione Bilancio Giorgio Tonini, il capogruppo Pd in commissione Bilancio Giorgio Santini, il viceministro Enrico Morando, i sottosegretari Pier Paolo Baretta ed Enrico Zanetti.

Si sarebbe inoltre fatto un elenco dei temi su cui intervenire: sud, pensioni, Imu-Tasi, Province e Regioni, giochi, norma dei money transfer. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, la soglia per l'invio del contante dovrebbe tornare a mille euro (e non tremila come stabilisce la norma della Stabilità), per evitare di favorire traffici illeciti.

Nel corso della riunione si sarebbe continuato a ragionare anche su come dividere gli interventi tra il primo passaggio parlamentare al Senato e il secondo alla Camera. Rimane, come anticipato da Public Policy, l'ipotesi che i ritocchi sulle pensioni vengano fatte in seconda lettura.

Una nuova riunione di maggioranza e governo si terrà, si apprende, venerdì nella prima mattinata.

NEL PROSSIMO CDM
Sempre parlando di Imu/Tasi, dovrebbe essere inserito nel nuovo decreto Regioni, che dovrebbe essere portato dal governo nel prossimo Cdm, la norma che prevede di far salve le delibere approvate dopo il 31 luglio 2015, ovvero entro il 31 agosto.

La norma è stata presentata, sottoforma di emendamenti Pd e FI, sia al dl Voluntary disclosure sia al dl Finanza locale. In entrambi i casi la norma è stata però bocciata.

E potrebbe dunque essere inserita nel decreto che serve a sanare la situazione delle Regioni che, come il Piemonte, hanno fatto ricorso ai fondi del salva crediti e a cui, lo scorso luglio, la Corte costituzionale ha imposto di contabilizzarli nel bilancio regionale, certificando un buco complessivo di circa 20 miliardi. (Public Policy)

@VioC

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