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LAVORO, AIRAUDO (SEL): OK CIG, MA SI RENDANO CONVENIENTI CONTRATTI SOLIDARIETÀ

15 aprile 2013

(Public Policy) - Roma, 16 apr - "Il problema non è la cassa
integrazione in deroga, penso che andrebbe rovesciato
interamente il ragionamento e bisognerebbe spingere
moltissimo, rendendoli convenienti e flessibili per le
imprese, e utili per i lavoratori, sui contratti di
solidarietà".

Giorgio Airaudo, torinese classe 1960, sindacalista Fiom
per 23 anni, responsabile auto delle tute blu Cgil negli
anni di Sergio Marchionne, oggi deputato Sel, interviene a
Public Policy sulla questione dei finanziamenti per la cig
in deroga.

Oggi infatti Cgil, Cisl e Uil si ritroveranno di fronte a
Montecitorio per protestare contro la paventata fine dei
finanziamenti per la cassa integrazione in deroga.
"Ovviamente - precisa Airaudo - bisogna rifinanziarla per
tutte quelle aziende che non hanno alternative o non hanno
più una proprietà. E se il ministro Fornero dice che le
risorse si trovano dai risparmi della Pa, troviamole lì".

Ma la vera mossa da fare sarebbe quella, per l'ex sindacalista,
di puntare sui contratti di solidarietà.

COSA SONO I CONTRATTI DI SOLIDARIETÀ
Si tratta di accordi "aventi ad oggetto - si legge sul sito
dell'Inps - la diminuzione dell'orario di lavoro al fine di:
mantenere l'occupazione in caso di crisi aziendale e quindi
evitare la riduzione del personale (contratti di solidarietà
difensivi,art. 1 legge 863/84); favorire nuove assunzioni
attraverso una contestuale e programmata riduzione
dell'orario di lavoro e della retribuzione (contratti di
solidarietà espansivi art. 2 legge 863/84)".

LE MOTIVAZIONI DI AIRAUDO
"A differenza che con la cig, anche con quella in deroga -
sostiene il deputato Sel - le persone con i contratti di
solidarietà mantengono un rapporto con il lavoro, evitano la
solitudine. Perchè è meglio lavorare una settimana al mese,
avere un rapporto con il lavoro, con i propri compagni, con
il proprio 'saper fare', che starsene in casa ad attendere
angosciati senza sapere quale sarà il proprio futuro".

Secondo Airaudo
consentirebbe inoltre "di avere oltre al contributo che uno
prende in termini sociali dalla cig, anche un guadagno,
perchè effettivamente si lavora. A Torino ci sono 50 aziende
metalmeccaniche che usano questa tipologia contrattuale. Poi
ovviamente bisogna renderla conveniente. Secondo me è molto
importante perchè ha un principio di comunità, tiene insieme
i cittadini con il lavoro".

TUTELARE L'IMPRESA NON VUOL DIRE TUTELARE IL LAVORO
Per quanto riguarda i temi della prossima legislatura, se e
quando entrerà effettivamente a lavorare pienamente, Airaudo
sottolinea come sia importante "mettere al centro i temi
della tutela del lavoro, perchè si parla molto di tutela
dell'impresa e sembra che automaticamente se uno tutela
l'impresa tutela anche il lavoro".

Questo è solo "in parte vero - secondo l'ex sindacalista
Fiom - ma non totalmente, perchè il lavoro non è una
componente derivata dell'impresa, ma autonoma e
indispensabile alla stessa attività dell'impresa".

Una logica, quella della difesa del posto di lavoro, che Airaudo
chiede di seguire anche nel decreto sui pagamenti dei debiti
della Pa (in discussione in questi giorni alla Camera):
"Bisognerebbe - conclude - dare la priorità a quegli
imprenditori che mantengono i posti di lavoro". (Public
Policy)

GAV

Per approfondire:
LATTUADA (CGIL): "DA MAGGIO NON CI SONO PIÙ SOLDI PER LA CIG"

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