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LAVORO, CAMUSSO (CGIL): I TIROCINI NON SONO ABBASTANZA

31 gennaio 2013

Camusso Cgil

(Public Policy) - Roma, 31 gen - "Credo che nel nostro Paese
una cosa non si possa fare: quella di raccontare ai giovani
che prenderli in cura significa fargli fare 4 mesi di
tirocinio. Questo noi non lo possiamo raccontare. Credo ci
debba essere un limite anche al far finta di occuparsi delle
loro problematiche".

La critica all'Agenda Monti e, in particolare, all'uso dei
tirocini per fronteggiare la disoccupazione giovanile arriva
da Susanna Camusso, segretario generale Cgil, durante il
convegno sull'occupazione giovanile che si è tenuto oggi a
Roma.

"Sappiamo che il rapporto tra l'Europa e Monti è solido,
quindi non gli sfuggono le proposte e la discussione
europea", ha commentato riferendosi alla proposta europea
Pacchetto Giovani su cui la Cgil lancerà una campagna di
sostegno.

"Non è stata fatta - continua Camusso - nonostante sia
stata dichiarata una priorità, una politica che fosse una
per intervenire sul tema della disoccupazione dei giovani,
del loro allontanamento dal mondo dell'istruzione e
dall'assenza degli strumenti di assistenza del precariato".

STAGE COSA DIVERSA DA OCCUPAZIONE
"In Italia, è troppo forte
l'idea che la formazione professionale è il lavoro gratuito
di chi non ha nemmeno la certezza che questo si trasformerà
in un'attività retribuita", ha affermato la leader Cgil.

"Fa tirocinio, fa lo stage, fa un altro tirocinio fa un
altro stage e le famiglie mantengono, perché gli
ammortizzatori sociali non ci sono e non c'è un percorso di
qualificazione professionale e di investimento sul lavoro".

La leader Cgil sottolinea che "la formazione professionale
deve essere indipendente dal lavoro, perchè il lavoro
prevede un contratto, una retribuzione ed un inquadramento.
Tutto ciò che non ha questa caratteristica bisogna smettere
di chiamarlo lavoro".

L'OBBLIGO A 18 ANNI
Camusso pone l'attenzione su altri due aspetti, come si
organizzano impiego e formazione nel nostro Paese: "Bisogna
allungare l'obbligo scolastico, ci deve essere un percorso e
una qualità di istruzione che dura più a lungo. Una delle
misure perché l'università non appaia miraggio di pochi e
sempre della stessa classe sociale, è quella di allungare
l'obbligo e ricostruire l'idea che non è tempo perso quello
dello studio". Camusso rilancia la proposta già contenuta
nel Piano del lavoro di innalzare l'obbligo scolastico a 18
anni. (Public Policy)

DAP

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