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LAVORO, CAMUSSO (CGIL): SUPERARE LA LOGICA PADRI CONTRO FIGLI

09 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 9 gen - Il segretario della Cgil
Susanna Camusso, intervistata a Skytg24, se la prende con la
logica della contrapposizione tra "padri contro figli".
La verità, spiega, "è che il Paese ha progressivamente
svalorizzato il lavoro, e non lo ha creato. Oggi i problemi
non si risolvono mettendo in contrapposizione gli uni o gli
altri, ma domandandosi qual è il lavoro buono, che possa
valorizzare la classe di giovani più istruita che il Paese
abbia mai avuto".

Per Camusso occorre tornare a parlare di "valore". È il
lavoro "che crea la ricchezza di un Paese, non la carta o la
finanza. Se il lavoro è importante bisogna che i modelli
organizzativi tornino ad essere il centro della
contrattazione, e che si investa sul lavoro di prospettiva e
non di breve termine".

Camusso fa l'esempio della differenza
"tra prevenire il dissesto sul territorio e metterci un
cerotto quando c'è l'emergenza. Questa potrebbe essere una
straordinaria prospettiva di occupazione per i giovani".

Il Governo, dice Camusso, "si è trovato spesso ad
affrontare un Paese sull'orlo del baratro che aveva negato
una crisi che tutto il mondo affrontava. La scelta del
rigore è stata però iniqua rispetto ai lavoratori, ai
pensionati e alle parti più deboli del Paese".

Al ministro Fornero, che
intervistata oggi su La Stampa ha parlato di "occasione
persa con Camusso", risponde: "Credo che il ministro torni a
una premessa che ha più volte ricordato: che bisogna
scacciare la flessibilità cattiva per avere quella buona. E'
un obiettivo che abbiamo sempre condiviso. La precarietà è
un punto di frustrazione per i giovani. Ma le scelte del
Governo non andavano poi però nella direzione di contrastare
la precarietà".

La distanza vera "tra noi e le ipotesi del presidente" è
l'idea che la modernità voglia dire svalorizzare il lavoro,
e renderlo marginale. Non c'è nulla di conservatore nel dire
che la produttività di un Paese sta nell'investimento sul
lavoro. Non c'è una modernità in astratto, se passa sopra la
condizione delle persone e la loro vita dignitosa.

Cosa si dovrà cambiare di ciò che è il Governo Monti ha
fatto? "Di leggi - commenta Camusso - il Governo ne ha fatte
più d'una. La situazione è molto difficile dal punto di
vista delle risorse e dello sviluppo. Primo segno dovrebbe
essere eliminare le ingiustizie che si sono create, come gli
esodati. Sistema previdenziale e mercato del lavoro devono
essere finalizzati alla tutela della qualità e delle
caratteristiche del lavoro".

La campagna elettorale, per Camusso, è per alcuni aspetti
preoccupante. "Ricomincia una campagna elettorale che sembra
la stessa del '96 e del 2006, le scelte fatte
precedentemente diventano l'oggetto della cancellazione,
negando affermazioni fatte fino a 20 giorni fa. Si sta
ricostruendo l'idea della gara a chi promette di più".
(Public Policy)

LEP

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