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LAVORO, CGIL: UN NUOVO PROTAGONISMO PUBBLICO PER OCCUPAZIONE E RIFORME

25 gennaio 2013

LAVORO, CGIL: UN NUOVO PROTAGONISMO PUBBLICO PER OCCUPAZIONE E RIFORME

(Public Policy) - Roma, 25 gen - Un piano del lavoro da
realizzare dai tre ai cinque anni, che comprenda un piano
straordinario per giovani donne e uomini, soprattutto nel
Mezzogiorno, e una seconda fase fatta di "indispensabili
riforme strutturali all'insegna dell'equità sociale,
dell'inclusione e della promozione sociale". Questa l'agenda
Cgil presentata oggi a Roma nella conferenza di programma,
organizzata al Palalottomatica.

Sul fronte del lavoro e dei contratti la Confederazione
guidata da Susanna Camusso promuove di agevolare
fiscalmente, soprattutto nelle aree svantaggiate,
l'assunzione di giovani e donne, la riassunzione di
disoccupati di lungo periodo con contratto stabile, la
regolarizzazione dei migranti, l'estensione universale della
tutela della maternità, l'introduzione di un credito
d'imposta per le assunzioni a tempo indeterminato nei
settori "verdi e blu" (green e blue economy). A questo si
aggiunge una "vera riforma" delle politiche attive, scrive
Cgil nel Piano, e dell'apprendistato e la riforma universale
degli ammortizzatori sociali che deve introdurre un reddito
di disoccupazione.

I CONTRATTI
Per quanto riguarda i contratti, Cgil rinnova la richiesta
di applicare pienamente l'accordo tra le organizzazioni
sindacali firmato il 28 giugno 2011 e rilancia la
contrattazione collettiva: "Alla contrattazione collettiva
spetterà anche il compito di promuovere nuova occupazione
stabile di qualità e regolare precariato e forme atipiche di
impiego". Poi si propone la "sperimentazione di forme di
partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese,
alla definizione degli obiettivi".

LE RISORSE
Ma dove trovare le risorse per un tale Piano? Secondo la
Confederazione, bisogna riformare in modo organico il
sistema fiscale, recuperando in modo "strutturale" il
reddito evaso, allargando le basi dell'imponible fiscale,
una maggiore progressività dei tributi, l'introduzione di
una imposta strutturale sulle grandi ricchezze
(patrimoniale), il miglioramento della tobin tax, una
diversa tassazione per le rendite finanziarie (in
alternativa al previsto aumento dell'Iva a luglio).

Inoltre, si propone di
rivedere l'Ire, la riduzione della prima e della terza
aliquota Irpef, la riduzione dei costi della politica e
degli sprechi, il riordino degli incentivi alle imprese,
l'utilizzo di una parte delle risorse delle fondazioni
bancarie, la riprogrammazione dei fondi europei, l'utilizzo
dei fondi pensione per canalizzarli verso gli investimenti
di lungo periodo.

Infine, c'è lo scorporo degli investimenti dal Patto di
stabilità, e una "diversa concezione della Cassa depositi e
prestiti, sull'esempio della Caisse des dépots francese" che
deve catalizzare investimenti di lungo termine su progetti
infrastrutturali strategici, per il pubblico e il privato.

I NUMERI
Le risorse "movimentate" Cgil le calcola in 50 miliardi
medi nel triennio 2013-2015 così suddivise: 5 miliardi per
progetti prioritari, 15 miliardi per un piano straordinario
per la creazione diretta di posti di lavoro, 10 milioni di
euro sugli ammortizzatori e il sostegno all'occupazione, 15
miliardi dalla risorse recuperate dalla restituzione fiscale
(abbassamento della pressione fiscale), 15 miliardi per un
nuovo welfare state. Il risultato, calcolato dal Centro
europa ricerche (Cer) è di un aumento nel triennio del Pil
del 3,1% e dell'occupazione del 2,9%.

Per Cgil, che propone tra l'altro l'innalzamento
dell'obbligo scolastico a 18 anni, è necessario "un
ritrovato protagonismo dell'intervento pubblico. Se si vuole
costruire un nuovo modello di sviluppo o, più brutalmente se
intendiamo fermare davvero il declino, contrastare la
deindustrializzazione e riavviare la crescita, l'intervento
pubblico è non solo necessario, ma essenziale".

Il piano della Confederazione prevede, infine, la
mutualizzazione del debito europeo, con il graduale ritiro
da parte della Bce di titoli di Stato per quasi 1.900
miliardi. (Public Policy)

LAP

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