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Lavoro, con risoluzione M5s il governo si impegna a coprire sgravi 'piccola mobilità'

lavoro 06 agosto 2014

ROMA (Public Policy) - La commissione Lavoro della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione del Movimento 5 stelle, a firma Gessica Rostellato, che impegna il governo a trovare i fondi (35 milioni per il biennio 2013-2014) per coprire fino al termine dei rapporti di lavoro in atto, gli sgravi contributivi (dal 30% al 10% per 12, 18 o 24 mesi) che le Pmi hanno ottenuto per l'assunzione dei disoccupati iscritti, presso i centri per l’impiego, alle liste della cosiddetta 'piccola mobilità'. Liste poi eliminate dalla legge Fornero.

La risoluzione M5s ottiene soprattutto l’effetto di bloccare le note di rettifica che l’Inps si preparava a inviare alle aziende il prossimo 15 settembre, chiedendo loro la restituzione degli incentivi già incassati per il 2013.

Prima dell'impegno preso giovedì dal governo, infatti, le note di rettifica che l'Inps si apprestava a emettere rappresentavano, si legge in una nota M5s, "una minaccia seria per le Pmi nel mirino, perché ad esse sarebbero seguite cartelle esattoriali, riscosse dall'impresentabile Equitalia, che avrebbero portato tutte queste aziende ad avere un Durc negativo. Ciò significa normalmente per un'impresa non poter più lavorare anche se è ricca di commesse, non poter più accedere ai bandi. E questo meccanismo finisce per aggravare una crisi già pesantissima".

Ora il governo, pressato dal M5S, ha fatto sapere che troverà le risorse per il 2013 e il 2014. "Il veicolo naturale è la legge di Stabilità e noi - scrivono i 5 stelle - naturalmente vigileremo affinché l'impegno si concretizzi nei prossimi mesi".

"Fino al 2012 - spiega a Public Policy Gessica Rostellato - c'erano due liste di mobilità, su cui si applicavano gli stessi incentivi all'assunzione. Quella 'piccola' era la lista dove venivano iscritti i lavoratori disoccupati delle piccole aziende. Nel 2012 la Fornero ha eliminato la lista della 'piccola mobilità'. Ma nella legge non si capiva cosa si intendesse: non si capiva se l'eliminazione comportasse l'impossibilità all'assunzione di questi lavoratori o proprio l'eliminazione degli incentivi per la piccola mobilità. L'Inps a ottobre 2013 ha chiarito che non si poteva più fruire di nulla: nè delle agevolazione per gli assunti nel 2013, nè di quelle per gli assunti 2012. E che si dovessero chiedere indietro alle aziende che avevano assunto nel frattempo questi lavoratori, le agevolazioni fino a quel punto erogate".

"Non si possono chiedere indietro le agevolazioni - aggiunge Rostellato - Quindi abbiamo chiesto al governo che, visto che gli avvisi dell'Inps non partono, che non vengano proprio emessi. E che il governo trovi le coperture (appunto i 35 milioni di euro) per evitare che le aziende paghino questi soldi che effettivamente non sono dovuti". "Ho parlato con la sottosegretaria Bellanova - conclude - ed è venuto fuori che una delle possibilità sarebbe quella di inserire queste risorse nella legge di Stabilità". (Public Policy)

VIC

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