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LAVORO FEMMINILE, SERVIDORI: SOSTENERE AZIENDE CHE PROMUOVONO MODELLI DIVERSI

agenda digitale 10 settembre 2013

LAVORO FEMMINILE, SERVIDORI: SOSTENERE AZIENDE CHE PROMUOVONO MODELLI DIVERSI

SULLA CONCILIAZIONE: "ANDIAMO OLTRE IL PART-TIME, COSTA TROPPO"

(Public Policy) - Roma, 10 set - "Bisogna agire subito, senza
perdere tempo. Scegliere e fare si può". Commenta così la
Consigliera nazionale di Parità Alessandra Servidori

l'annuncio del ministro del Lavoro Enrico Giovannini di
costituire una commissione per approntare un piano sulla
conciliazione vita-lavoro delle donne.

Un tema non solo femminile, ricorda Servidori, su cui l'Italia,
almeno sulla carta, è all'avanguardia in Europa. In attesa di
sapere se le consigliere di parità saranno coinvolte, Servidori,
dal suo osservatorio sulle discriminazioni sul lavoro, traccia
gli interventi da fare: "Le misure sono quelle che abbiamo
raccolto e individuato già nel marzo del 2011, insieme a
tutte le parti sociali e le associazioni datoriali.

Se vogliamo partire dal consenso democratico, lì era il più
alto. Individuammo una batteria di strumenti: dalla
flessibilità oraria, al welfare aziendale
inteso come
benefit, congedi parentali quantificabili per ore e non solo
per giorni, agganciare la produttività aziendale alle
agevolazioni decontributive previste per il salario di
produttività".

Servidori e la sua rete regionale di consigliere hanno
anche raccolto tutti gli accordi sindacali nazionali e
aziendali siglati ad oggi in un Osservatorio: "Abbiamo una
documentazione straordinaria. Ora è il tempo di scegliere
quali misure privilegiare, sostenere le aziende che
promuovono modelli organizzativi diversi
. Serve quantificare
cosa serve a un'azienda per aiutare le donne e tutti a
produrre meglio. La conciliazione non è un problema solo
femminile".

Poi ci sono altre questioni aperte: "Il welfare del terzo
settore. La proposta è bilanciamento tra voucher e benefit
aziendali. Sui voucher bisogna semplificare, c'è una
modulistica troppo barocca. E poi c'è la bilateralità,
finora i fondi sono intervenuti sulla formazione, si
potrebbero utilizzare per il sostegno al reddito della
lavoratrice che si assenta oltre il congedo di maternità
.
Questo è fattibile subito".

L'ANNO EUROPEO DELLA CONCILIAZIONE
Il prossimo anno il Parlamento europeo ha deciso di
dedicarlo alla conciliazione tra vita famigliare e
professionale. In Italia dal 2009 c'è la Carta per le pari
opportunità e l'uguaglianza sul lavoro
. Non uno strumento
qualsiasi: "È utilissima, adottata da grandi e piccole
aziende. A livello territoriale ha aiutato i sindacati a
darsi un codice di comportamento e individuare degli
strumenti che potevano prevenire le discriminazione, in
primis quella salariale. La Commissione europea, consigliata
dalla commissione Giustizia, ha adottato il nostro sistema
di monitoraggio, siamo considerati un modello concreto di
buone prassi".

Nonostante ciò però il tasso di occupazione femminile
italiano continua ad essere ben sotto la media europea,
fermo al 46,8% a luglio di quest'anno. Molte rinunciano al
lavoro dopo la nascita di un figlio, secondo lei perché?

"Manca sufficiente flessibilità organizzativa. Bisogna
andare oltre il part-time, perché costa troppo, e trovare
sistemi di welfare aziendale nuovi. Le risorse ci sono, ora
bisogna individuare le priorità". (Public Policy)

LAP

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