Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

LAVORO, IL PROGRAMMA DI SEL: REDDITO MINIMO, AMMORTIZZATORI E RIFORMA PENSIONI

04 febbraio 2013

vendola_bersani_lp

(Public Policy) - Roma, 4 feb - Reddito minimo ai giovani
(600 euro), lotta alla precarietà prima, durante e dopo il
lavoro, e riforma del sistema previdenziale. Sono tre
punti centrali del programma sul lavoro di Sinistra ecologia
e libertà, il partito guidato da Nichi Vendola, principale
alleato del Pd nella corsa a Palazzo Chigi (insieme a Psi,
Svp, Centro democratico, lista Crocetta e Moderati).

IL PIANO VERDE: 40 MLD IN 10 ANNI
Sel, si legge nel programma (per l'occasione il partito di
Vendola ha rinnovato anche il proprio sito), propone "un
Piano Verde per il lavoro", con investimenti pubblici
"capaci di stimolare quelli privati per la messa in
sicurezza del territorio, delle scuole, per
l'efficientamento energetico degli immobili, per la cura del
nostro paesaggio e la riqualificazione urbana delle città".
Si parla di "40 miliardi di euro nei prossimi 10 anni", che
"consentiranno di rimettere in sesto" il territorio.

PRECARIETÀ, ARTICOLO 18 E DIMISSIONI IN BIANCO
"Chi fa un lavoro stabile - si legge - deve avere un
contratto stabile, chi fa un lavoro subordinato deve avere
un contratto subordinato e chi fa lo stesso lavoro deve
avere la stessa retribuzione oraria". Sel propone
"l'abrogazione della norma (articolo 8 della Legge 138 del
luglio 2011) che consente la deroga ai contratti sulla base
di accordi locali e determina quindi lo svuotamento del
contratto nazionale e dello Statuto dei lavoratori; il
ripristino dell'articolo 18 (sui licenziamenti senza giusta
causa e giustificato motivo, parte della riforma Fornero
votata dal Pd in Parlamento; Ndr) e la sua estensione alle
aziende al di sotto dei 15 dipendenti".

E ancora: "Una legge efficace contro le dimissioni in
bianco e l'estensione dei diritti fondamentali a tutti i
rapporti di lavoro, dal diritto di voto, a quello di
sciopero, alla malattia; una legge quadro per la democrazia
sindacale, per il diritto di voto delle persone sugli
accordi sindacali e la legge sulla rappresentanza sindacale
per il diritto di ciascun lavoratore di eleggere propri
rappresentanti. Ai lavoratori indipendenti con partite Iva
va favorito l'accesso al credito e ai finanziamenti per
progetti d'impresa con agevolazioni fiscali ad hoc".

Per quanto riguarda gli
esodati secondo il partito nato nel 2009 bisogna estendere
"in senso universale gli ammortizzatori sociali a tutte le
tipologie dei rapporti di lavoro e affrontare in modo
strutturale il problema applicando loro (agli esodati; Ndr)
le condizioni previdenziali esistenti al momento dell'uscita
dal lavoro".

REDDITO MINIMO E RIFORMA DELLE PENSIONI
"Per consentire alle ragazze e ai ragazzi (nessun accenno a
fasce d'età; Ndr) l'autonomia e la libertà di sottrarsi al
ricatto della precarietà proponiamo il reddito
minimo garantito di 600 euro", si legge ancora nel programma
di Sel. Sulle pensioni: "Per garantire un futuro
previdenziale ai giovani proponiamo una riforma del sistema
previdenziale che rivaluti le pensioni; che definisca età
pensionabili differenti a seconda dei differenti lavori; che
riconosca contributi figurativi per la cura dei figli e
l'assistenza alle persone".

OCCUPAZIONE FEMMINILE
Oltre alla legge sulle dimissioni in bianco, bisogna, per
Sel, "investire in infrastrutture sociali come gli asili
nido, istituire congedi di paternità obbligatori di due
settimane, dare sostegno fiscale alle imprese che aiutano la
condivisione delle responsabilità familiari tra donne e
uomini per mezzo della flessibilità degli orari di lavoro,
fornire incentivi all'occupazione delle donne ed estendere
l'indennità di maternità obbligatoria". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata