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Lavoro, Istat: 53,6% di operai su 11,3 milioni di lavoratori dipendenti

lavoro 26 novembre 2013

ROMA - (Public Policy) - Con riferimento alle imprese, dai risultati del Censimento del 2011 emerge che su un totale di 11,3 milioni di lavoratori dipendenti, il 53,6% ha la qualifica di operaio (più di 6 milioni), il 36,9% di impiegato. Quote più basse si registrano per le qualifiche più alte, i dirigenti rappresentano lo 0,98% e i quadri il 3,71%. Sono dati diffusi dall'Istat.

La quota di operai sul totale dei dipendenti è più alta nel Sud e Isole (rispettivamente 63,3% e 58,3%) rispetto al dato nazionale (53,5%) mentre nel Nordovest si registrano le più alte concentrazioni di quadri (5%) e dirigenti (1,6%). I settori in cui si riscontrano le quote più consistenti di quadri e dirigenti sono le attività finanziarie (29,7% di quadri e 2,5% di dirigenti) e i servizi di informazione (9,8% di quadri e 2,6% di dirigenti). La figura di operaio ha un peso maggiore nelle attività agricole manifatturiere e nelle costruzioni (rispettivamente 80,3 e 73,3%), per un totale di 4,3 milioni di dipendenti, ben al di sopra del totale nazionale (38,7%).

I settori dei servizi di informazione e dell'istruzione/sanità mostrano la percentuale più alta di impiegati. I lavoratori dipendenti sono maschi nel 60,7% dei casi. La presenza femminile (in media pari al 38,9%) varia significativamente secondo la ripartizione territoriale, con valori maggiori al Nord e al Centro e valori più bassi al Sud e Isole (al Sud si ha il valore minimo, 32,8%). La maggioranza assoluta dei dipendenti (6,8 milioni, pari al 60,8%) ha un'età compresa tra i 30 e i 49 anni, seguono gli ultracinquantenni (19,9% dei lavoratori) e i lavoratori più giovani, 15-29enni (18,9%).

Nelle ripartizioni meridionali lavora la quota maggiore di giovani tra i 15 e i 29 anni (20,6% nel Sud e 20,7% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni territoriali (18,2% Nordovest, 19,1% Nordest e 18% Centro). I lavoratori dipendenti nati in Italia rappresentano l'87% del totale. Quelli nati all'estero (più di 1,4 milioni) provengono per il 68,8% da Paesi extra Ue e per il 31,2% da quelli Ue. La distribuzione per settore di attività economica dei nati all'estero mostra interessanti differenze.

La loro presenza è più rilevante nelle Attività Agricole manifatturiere (10,4%) e nelle Costruzioni (10,4%) mentre è trascurabile nelle Attività finanziarie (1,3%) dove gli occupati sono italiani nella quasi totalità dei casi. Sul territorio, i lavoratori stranieri provenienti da Paesi extra-Ue sono relativamente più numerosi al Centronord (9,7% Nordovest, 11,7% nel Nordest, 8,6% nel Centro) rispetto alle ripartizioni meridionali (4,3% nel Sud, 2,8% nelle Isole). (Public Policy)

SPE

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