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LAVORO, ISTAT: SCORRETTO DIRE CHE UN GIOVANE SU TRE È DISOCCUPATO

08 gennaio 2013

LE PRECISAZIONI DELL'ISTITUTO DI STATISTICA SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

(Public Policy) - Roma, 8 gen - A seguito di quanto
pubblicato da alcune testate online in merito ai dati
mensili su occupati e disoccupati diffusi questa mattina,
l'Istat ribadisce che l'affermazione "più di un giovane su
tre è disoccupato" non è corretto.

L'Istituto di statistca spiega che in base agli standard
internazionali, il tasso di disoccupazione è definito come
"il rapporto tra i disoccupati e le forze di lavoro (ovvero
gli 'attivi', i quali comprendono gli occupati e i
disoccupati)".

Se, dunque, un giovane è studente e non cerca attivamente
un lavoro non è considerato tra le forze di lavoro, ma tra
gli 'inattivi'.

Per quanto riguarda il dato sulla disoccupazione giovanile
diffuso oggi e relativo a novembre scorso, l'Istat fa
presente che i "disoccupati" di età compresa tra i 15 e i 24
anni sono 641 mila, cioè il 37,1% delle forze di lavoro di
quell'età e il 10,6% della popolazione complessiva della
stessa età, nella quale rientrano studenti e altre persone
considerate inattive secondo gli standard internazionali.

Quindi, comclude l'Istat, sarebbe corretto riportare che
"più di 1 giovane su 10 è disoccupato" oppure che "più di
uno su tre dei giovani attivi è disoccupato". (Public Policy)

SPE

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