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LAVORO, ISTAT: TRA IL 1997 E IL 2012 È CRESCIUTA L'OCCUPAZIONE FEMMINILE

occupazione-femminile1-620x400 24 aprile 2013

(Public Policy) - Roma, 24 apr - Tra il 1977 e il 2012 il
numero medio annuo di occupati è passato da 19 milioni 511
mila a 22 milioni 899 mila. L'incremento occupazionale
complessivo ha beneficiato in misura determinante della
crescita della partecipazione femminile al mercato del
lavoro. Il numero di donne occupate è aumentato da 6 milioni
150 mila a 9 milioni 458 mila, con un'incidenza sul totale
degli occupati che è salita dal 31,5% al 41,3%.

L'Istat ha ricostruito le serie storiche trimestrali e di
media annua dal 1977 ad oggi dei principali aggregati del
mercato del lavoro.

L'andamento del tasso di occupazione negli anni si è
articolato in diverse fasi: tra il 1977 e il 1980 risulta in
crescita; seguono cinque anni di calo, nel corso dei quali
il tasso di occupazione scende dal 54,6% al 53,3%; in
moderato aumento tra il 1986 e il 1991 e di nuovo in forte
riduzione dal 54,9% al 52,5% nei quattro anni successivi; in
aumento tra il 1996 e il 2008 (dal 52,9% al 58,7%) e ancora
in discesa fino a toccare il 56,8% nel 2012.

Il numero di disoccupati è cresciuto da 1 milione 340 mila
del 1977 a 2 milioni 744 mila del 2012. L'incremento ha
interessato sia la componente maschile (+863 mila) sia
quella femminile (+541 mila).

Fasi alterne di crescita e di contrazione hanno
caratterizzato anche il tasso di disoccupazione. Tra il 1977
e il 1987 il tasso è aumentato di 3,9 punti percentuali (dal
6,4% al 10,3%), mentre nei successivi quattro anni è stato
registrato un calo fino all'8,6%.

Dal 1991 al 1998 il tasso è tornato a crescere raggiungendo
l'11,3% per poi calare nei successivi dieci anni toccando il
valore minimo del 6,1% nel 2007. Dal 2008 il tasso è salito
fino a portarsi al 10,7% del 2012.
Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni è diminuito di
circa 600 mila individui negli ultimi 35 anni, passando da
quasi 15 milioni a 14 milioni 386 mila. Tale calo è sintesi
della crescita della componente maschile, che è passata da 3
milioni 820 mila a 5 milioni 140 mila, più che compensata
dalla diminuzione della componente femminile.
Il tasso di inattività è sceso dal 42,5% del 1977 al 36,3%
del 2012.

L'Istituto di statistica precisa che la pubblicazione di
serie storiche sempre più lunghe e coerenti con i dati
diffusi correntemente (le serie sono sul datawarehouse
I.stat) amplia le possibilità di effettuare analisi di lungo
periodo sul mercato del lavoro. (Public Policy)

SPE

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