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LAVORO, LANDINI (FIOM) A BERSANI: ADESSO PENSI AI FATTI CONCRETI

05 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 5 dic - "Quando Bersani parla di
primarie per il sindacato fa una riflessione utile, ma
dovrebbe tenere conto che la democrazia si ferma ai cancelli
delle fabbriche". Lo afferma il segretario nazionale della
Fiom, Maurizio Landini, in un'intervista al Fatto Quotidiano.
"Visto che ha vinto le primarie - ha aggiunto - mi rivolgo
in primo luogo a Pier Luigi Bersani, per dirgli una cosa: i
programmi politici per il futuro vanno benissimo, ma servono
anche atti immediati. Perché le cose, gravi, stanno
avvenendo in queste ore".

Per oggi e domani è stato indetto lo sciopero organizzato
dai metalmeccanici, cominciando con Lombardia, Toscana e
Marche, domani le altre regioni. Sulla questione della
rappresentanza sindacale, Landini ha aggiunto: "Mi riferisco
al fatto che un operaio metalmeccanico può scegliere il suo
candidato premier, ma non può votare il suo contratto di
lavoro".

Tra le preoccupazioni del leader della Fiom c'è il nuovo
contratto di lavoro dei metalmeccanici che sta per essere
firmato in queste ore tra sindacati e Confindustria.
"L'ennesimo accordo separato - ha detto Landini - i
contenuti sono inquietanti, e noi, il sindacato più
rappresentativo, siamo fuori".

Sull'assenza della Fiom al tavolo delle trattative, Landini
ha detto: "La Federmeccanica ci ha detto che, se volevamo
trattare, dovevamo prima firmare il contratto nel 2009 che
allora rifiutammo. Gli altri sindacati addirittura ci hanno
posto come condizione che sottoscrivessimo il contratto
separato Fiat, quello di Marchionne".

"Fim e Uilm - ha continuato - due sindacati minoritari che
dichiarano in tutto poco più di 300mila iscritti contro
358mila della Fiom, firmando un accordo che di fatto smonta
il contratto nazionale, e che per la prima volta parte da
una piattaforma rivendicativa presentata non dai lavoratori
ma dalle aziende. Il tutto in violazione del tanto
strombazzato accordo del 28 giugno, secondo cui ai tavoli
contrattuali ha diritto di stare ogni sindacato che
rappresenti almeno il 5 per cento dei lavoratori". (Public
Policy)

SOR

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