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LAVORO, L'UE SI RIVOLGE AI GIOVANI TRA BILANCIO SOSPESO E PATTO DI STABILITÀ

ue 07 giugno 2013

bilancio ue ITALIA PRONTA A VETO

(Public Policy) - Bruxelles, 7 giu - (di Daniela Sala) La
disoccupazione giovanile? "È una priorità assoluta dell'Ue:
anche Barroso (presidente della Commissione europea; Ndr) ce
lo ha nuovamente confermato". Lo dice a Public Policy
Mercedes Bresso, presidente del comitato delle Regioni
dell'Unione europea (ed ex presidente Pd della Regione
Piemonte), poco prima dell'incontro che è tenuto nella
capitale belga tra il presidente Josè Manuel Barroso e i
rappresentanti europei degli enti locali.

Peccato però che la discussione sul bilancio europeo e
quindi sul finanziamento di progetti a sostegno
dell'occupazione giovanile sia ancora aperta: il Parlamento
europeo ha infatti rifiutato l'accordo sul bilancio
2014-2020, pare anche per i pochi fondi a sostegno
dell'occupazione giovanile.

E se Bresso è ottimista, Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia
e vicepresidente del Consiglio europeo delle municipalità e
delle regioni (Cemr), conferma di aver sottoposto la
questione a un preoccupato Barroso, che starebbe "cercando
di premere perché questa fase si chiuda al più presto".

Un'affermazione certo non incoraggiante, visto che
all'incontro con Barroso il Cemr ha presentato l'iniziativa
"Eu-Starter", un progetto che dovrebbe consentire a un
milione di giovani disoccupati europei di fare un anno di
esperienza lavorativa presso istituzioni publiche oppure
ong, con uno stipendio tra i 200 e i 500 euro pagato dall'Ue
ed eventualmente integrato dallo Stato.

Costo stimato: tra i 3,6 e i 5 miliardi di euro. Non una
cifra esagerata, considerato che nel giugno 2012 il
Consiglio dell'Unione europea ha acconsentito a rendere
disponibili una parte dai fondi strutturali non utilizzati
(55 miliardi di euro) a sostegno delle piccole e medie
imprese e dell'occupazione giovanile. Ma la realizzazione
concreta dell'iniziativa ancora non è chiara, tanto più che
in Italia (a differenza di altri Paesi) progetti di questo
tipo non hanno precedenti.

"Questi progetti - aggiunge Orsoni a Public Policy - non si
rivolgono direttamente ai giovani. Devono essere messi in atto
dagli Stati, che poi a loro volta devono aprire ai giovani queste
possibilità attraverso le organizzazioni presenti sul territorio.
E soprattutto l'Ue deve prima mettere a disposizione delle
risorse".

Ed il budget europeo non è l'unica incognita; la
"Eu-Starter" dovrebbe essere implementata a livello locale,
ma con il patto di stabilità per i Comuni il rischio è di
non poter comunque utilizzare i fondi: "Se anche fossero
approvati, senza prima rimettere a posto il patto di
stabilità non potremmo comunque utilizzarli e torneremmo da
capo", conferma Orsoni.

Ma in questo caso la responsabilità non sarebbe dell'Ue: "È
un problema italiano - spiega Bresso - l'Unione ha già
riconosciuto alcuni margini, margini che però poi devono
essere gestiti a livello nazionale. Inoltre il
cofinanziamento dei fondi Ue è stato tolto dal patto
stabilità ed è stato anche ridotto come entità: più di
questo non possiamo chiedere".

Infine un'altra forte preoccupazione, in vista
dell'appuntamento per le elezioni del Parlamento europeo nel
giugno 2014, è l'euroscetticismo: "Barroso - aggiunge Bresso
- ha chiesto ai rappresentanti degli enti locali un sostegno
in vista delle prossime elezioni". E in questo senso
l'attuazione di politiche per l'occupazione potrebbe
favorire un riavvicinamento dei giovani alle istituzioni Ue.

Che si arrivi a un accordo in tempi brevi però non è
affatto scontato: "Io non posso garantire per altri -
dichiara Orsoni - Posso solo augurarmi che i nostri
governanti siano sufficientemente sensibili a questo tema".
(Public Policy)

DSA

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