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Dl Lavoro, Regioni divise sulla formazione per l'apprendistato

LAVORO 01 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Le Regioni si dividono sulla formazione facoltativa per l'apprendistato prevista dal nuovo decreto Lavoro. Durante l'audizione in commissione Lavoro alla Camera, infatti,  l'assessore toscano alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini, e l'assessore lombardo al Lavoro, Valentina Aprea hanno dato giudizi contrastanti in merito alla norma a firma del ministro Giuliano Poletti. In ogni caso, ha spiegato Simoncini in audizione, presto la Conferenza delle Regioni si riunirà sul tema per preparare un documento condiviso.

SIMONCINI: RIDUZIONE FORMAZIONE RISCHIA DI SNATURARE APPRENDISTATO

"L'apprendistato è tale quando c'è una componente formativa, interna ed esterna all'azienda. Per questo esprimiamo perplessità per il contenuto del decreto", che introduce la facoltà della formazione esterna per il contratto di apprendistato. "Esprimiamo preoccupazione sul nuovo apprendistato professionalizzante: il venire meno dell'obbligo del piano formativo per iscritto e la facoltà della formazione esterna rischiano di delineare una forma contrattuale diversa con la quale viene meno la natura del contratto".

Queste le parole di Gianfranco Simoncini, rappresentate della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e assessore alle Attività produttive della Regione Toscana, intervenuto per primo in audizione.

APREA: IMPORTANTE SEMPLIFICAZIONE APPRENDISTATO

"Mi devo dissociare dal mio collega", ha detto all'inizio del suo intervento l'altra rappresentante della Conferenza delle Regioni, Valentina Aprea. "Nonostante la legge Fornero - ha aggiunto - volesse promuovere l'apprendistato ha permesso di attivare solo il 2,7% dei contratti, perché gli ostacoli normativi hanno impedito alle aziende di utilizzarli. Per questo una sua forte semplificazione è importante e, infatti, la Regione Lombardia non considera che la 'facoltà' di fare la formazione esterna snaturi il contatto. Rimane infatti la formazione 'on the job'".

"APPRENDISTATO SIA UN CONTRATTO, NON SOLO FORMAZIONE"

"L'apprendistato - ha proseguito Aprea - è il primo contratto di lavoro, non possiamo tenere sempre i nostri studenti a scuola. Abbiamo 13 anni di studi a cui si aggiunge l'università. Sono d'accordo con la formazione nell'apprendistato, ma tecnico-professionale e nelle aziende. Non si dica che non si sarà più la formazione, non è così. Abbiamo lavorato a tanti percorsi formativi, ma ora bisogna puntare sul 'come si lavora'. L'apprendistato deve essere in primo luogo un contatto e non solo formazione".

SIMONCINI: FORMAZIONE ESTERNA CREA INCERTEZZA E PROBLEMI DI SPESA

Con la norma che introduce la facotà, per i contratti di apprendistato, della formazione esterna - ha aggiunto Simoncini nel suo intervento - "si rischia di creare incertezza per le Regioni. Dal punto di vista della spesa il problema è serio. Si faccia una scelta seria: o c'è o non c'è" la formazione esterna, "non possiamo rischiare di mettere in piedi una struttura che poi rimanga inutilizzata".

REGIONI: ABBIAMO INVESTITO MOLTO SU APPRENDISTATO ROMA

"L'apprendistato è un tema su cui le Regioni hanno investito e su cui hanno trovato importanti accordi con i governi che si sono succeduti", ha concluso l'assessore toscano. "Le Regioni hanno fortemente investito sul tema della formazione, con servizi e strumenti normativi. Questo perché il contratto di apprendistato diventi lo strumento fondamentale per l'ingresso nel mercato del lavoro. Le iniziative sono andate verso una semplificazione del contratto e della sua adozione". (Public Policy)

SOR

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