Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Lavoro, scontro tra ex ministri su dimissioni

Lavoro, scontro tra ex ministri Pd e Pdl sulle dimissioni in bianco 13 novembre 2013

Lavoro, scontro tra ex ministri su dimissioni

ROMA (Public Policy) - Scontro tra ex ministri sulle dimissioni in bianco. "Il problema non è tecnico ma politico, il presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano vuole reintrodurre le norme che aveva introdotto quando era ministro e il presidente della commissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi non vuole farlo perché era stato il suo Governo, quando era lui ad essere ministro del lavoro, ad abolirle". È quanto afferma una fonte interna in commissione Lavoro alla Camera, in riferimento ai ddl di "disciplina delle modalità di sottoscrizione della lettera di dimissioni volontarie e della lettera di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro", a firma Vendola (Sel) e Bellanova (Pd).

Le due proposte di legge cercano di rimediare alla pratica delle dimissioni in bianco fatte firmare dai datori di lavoro ai propri dipendenti e, da diverse settimane, un comitato ristretto sta cercando di arrivare ad un testo unificato per procedere con l'esame in commissione. Secondo la fonte, fino ad ora, al comitato ristretto non avrebbero mai partecipato i componenti di Pdl e Lega. Questo perché le due proposte in esame vogliono reintrodurre la legge 188 del 2007 che il Governo Prodi era riuscita ad approvare (introducendo un modello standard di fogli di dimissioni, contrassegnati da codici alfanumerici e validi non più di 15 giorni dalla loro emissione), e che il successivo Governo Berlusconi eliminò.

Un fatto contro cui il Governo delle larghe intese guidato da Letta sembra essersi arenato, almeno in riferimento ai ddl in esame. "Il Governo di fatto non vuole cambiare la legge Fornero - prosegue la fonte - perché ad un anno dalla sua approvazione sarebbe ancora presto per valutare la sua efficacia". Questo perché il Governo Monti, con la legge Fornero, aveva cercato di reintrodurre in parte le norme previste dalla legge del 2007, attraverso procedure che il ddl a firma Vendola definisce "complicatissime", facendo ricadere "l'onere della prova della non veridicità delle dimissioni a carico della lavoratrice".

L'affermazione secondo cui il Governo, rappresentato dal Pd, non vorrebbe modificare nemmeno la legge Fornero trova riscontro nel fatto che solo il Partito democratico, in commissione Lavoro alla Camera, avrebbe comunque i numeri per far approvare il testo (24 componenti democratici contro i restanti 21 degli altri partiti, anche ipotizzando che nessuno degli altri gruppi voti a favore della legge). Per il momento dunque il comitato ristretto, che avrebbe dovuto chiudersi oggi, continua a lavorare, "anche se - ammette la fonte - non credo si arriverà mai ad una fine per questo disegno di legge". (Public Policy)

NAF

© Riproduzione riservata