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LAVORO, 'TUTTE PER L'ITALIA', LA LOBBY DELLE DONNE /INTERVISTA

LAVORO FEMMINILE, SERVIDORI: SOSTENERE AZIENDE CHE PROMUOVONO MODELLI DIVERSI 25 marzo 2013

ALESSANDRA SERVIDORI, CONSIGLIERA DI PARITÀ, SPIEGA PERCHÉ POTREBBE FUNZIONARE

(Public Policy) - Roma, 25 mar - (di Laura Preite) "Non
siamo né una fondazione né un'associazione, sono vecchi
profili giuridici che non ci interessano. Abbiamo già visto
che o hai la forza di contrattare oppure non riesci a
venirne a capo. Noi siamo un cartello, una lobby". Così
Alessandra Servidori, descrive il progetto "Tutte per
l'Italia", partito a dicembre, "un nuovo soggetto politico"
e un sito, Tutteperitalia.it dove campeggia la bandiera
italiana.

La consigliera nazionale di parità, il cui mandato è in
scadenza insieme al governo Monti, vuole tenere distinto il
suo nuovo impegno politico con quello istituzionale anche se
tiene a precisare, "moltissime consigliere di parità
aderiscono ad associazioni, perché non lo posso fare io?".

D. COS'È 'TUTTE PER L'ITALIA'?
R. L'iniziativa è nata perché c'era incertezza sul cosa
fare per il nostro Paese e il contributo delle donne poteva
essere decisivo. Attualmente sul versante dell'economia, del
lavoro e del risanamento, le idee sono poche e confuse. Io
insegno materie di welfare (a Bologna, ndr), le altre sono
professioniste, imprenditrici, siamo circa duecento, con
esperienza e orientamenti politici diversi, e abbiamo deciso
di creare questo cartello, una lobby di donne.

Non ci interessa presentare i cv eccellenti nella speranza
che un capo politico ci valorizzi, è un'impostazione da vestale,
è un concetto che non ci appartiene. Siamo donne libere e
forti e abbiamo consapevolezza di noi. Attenzione, però, non
si tratta nemmeno di un atteggiamento vetero femminista.
I riti e i tatticismi della politica ci stanno trascinando
verso il declino. Noi abbiamo detto 'adesso basta', abbiamo
messo da parte le nostre eventuali timidezze e come si dice
'stiamo sul pezzo'.

D. PERCHÉ NON VI SIETE PRESENTATE ALLE ELEZIONI?
R. Non ci siamo presentate perché abbiamo sperato nel
cambiamento nelle relazioni tra politica, istituzioni e
associazioni. Era importante portare avanti un progetto di
valorizzazione delle donne (in sei punti dedicate al lavoro
e al welfare al femminile, ndr), indipendentemente da destra
a sinistra. A chi mi ha chiesto di infilare alcune priorità
nei programmi elettorali sui temi femminili, l'ho fatto.
Dopo di che, visto che erano i nostri ragionamenti, ci siamo
dette 'perché non facciamo noi un nostro programma di
governance?' Ed ecco i sei punti.

D. QUALI SONO LE VOSTRE AZIONI CONCRETE?
R. Abbiamo proposto due nomi per il Quirinale: Anna Maria
Cancellieri e Paola Severino (attuali ministre dell'Interno
e della Giustizia, ndr). Ora sono a Catania per incontrare
la bibliotecaria della Ursino, sono 18 mesi che non ha uno
stipendio e sta cercando di salvare dal degrado un
patrimonio meraviglioso.

Stiamo dando consigli, una bussola di riferimento al
Governo, a Monti e a chi verrà. Vogliamo fare unità su
alcuni punti in comune. L'ambizione è di raccogliere
consenso tra i gruppi femminili, da coloro che fanno
'maternage' per entrare nei consigli di amministrazione, a
chi si occupa della violenza contro le donne, vediamo chi in
questo progetto di lobby di donne, ha la volontà di essere
interlocutrice dei partiti. Io vengo da una esperienza di
socialismo riformista, ho sempre pensato che era meglio
federarsi che dividersi.

D. AVETE GIÀ AVUTO CONTATTI CON I PARTITI?
R. Al momento no. Ci stiamo costruendo, stiamo andando
avanti piano, senza frenesia di presentarci alle elezioni.

D. PENSATE A FORMARE VOI UN PARTITO?
R. Ci vuole un po' di tempo, stiamo raccogliendo consensi
sul nostro programma economico e lobbistico. Forse un domani
si chiamerà partito, al momento non so.

D. IL VOSTRO PROGRAMMA SI AVVICINA A QUELLO DI QUALCHE
SCHIERAMENTO?

R. Direi che sono coincidenti con tutti e tre i partiti più
grossi: montiani, Pdl e Pd.

D. LEI HA ORGANIZZATO UN INCONTRO FRA IL PREMIER MONTI E LE
ASSOCIAZIONI FEMMINILI IN CAMPAGNA ELETTORALE, COME COMMENTA
IL RISULTATO DELLE URNE?

R. Speravo che avesse molto più consenso. Spero che
continui e che riesca a portare avanti il suo
esperimento.(Public Policy) LAP

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