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Legge di Bilancio: in attesa del testo definitivo, è battaglia sulla voluntary

soldi def 20 ottobre 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Mentre la versione definitiva della legge di Bilancio è ancora in fase di scrittura, aumenta la polemica in Parlamento sulla misura della 'voluntary disclosure' che interessa il contante.

Secondo quanto ricostruito, rispetto alla vecchia versione del 'rientro capitali' (che già nel 2014 aveva previsto un meccanismo per l'emersione del nero occultato in Italia) nella manovra 2017 il governo punta a far riemergere il contante occultato sotto al materasso o nelle cassette di sicurezza offrendo all'evasore una 'scappatoia' forfettaria.

Hai occultato al fisco e ti tieni in casa 100mila euro in contanti, che quindi con le attuali misure del tetto al contante non potrai utilizzare se non a tranche di 3mila euro? Se vuoi, per tutto il 2017 puoi aderire al rientro dei capitali, autodenunciandoti al fisco, fornendo le prove che quei 100mila euro derivino da evasione fiscale (e non ad esempio da riciclaggio) e pagando una cifra forfettaria di 35 mila euro (il 35%). E stop.

Una misura che, insieme alla voluntary sui capitali occultati all'estero dovrebbe portare nelle casse dello Stato, a parziale copertura della legge di Bilancio, 2 miliardi di euro il prossimo anno. Ma una misura che non piace a molti parlamentari, anche della stessa maggioranza.

Proprio lo stesso presidente della commissione Bilancio alla Camera Francesco Boccia, che per primo con la sua commissione esaminerà la manovra, ha tuonato: "Difficile non dire che la cosiddetta norma 'salva Corona' non sia un condono; se la fanno così come annunciata inevitabilmente il Parlamento la cambia. Qualsiasi lavaggio di denaro nero è un condono. Sul piano etico ci perdiamo di sicuro e ai giovani non trasmettiamo il segnale giusto. Nella mia visione non c'è un tetto accettabile ma certo altro sarebbe se ne venisse fissato uno e l'aliquota fosse alzata. Altrimenti si dà una mano agli evasori e ai ricettatori".

Fonti di governo ancora mercoledì, dopo la difesa della norma da parte del ministro Pier Carlo Padoan, continuano a sostenere che la misura non sia un condono, sani solo le cifre evase (per altro richiedendo a chi aderisce il dettaglio della loro provenienza), e che con una percentuale forfettaria che viene definita anche "elevata" (ovvero il 35%) l'attesa è che l'adesione sia sì più alta di quella della prima edizione della voluntary "casalinga" ma non così diffusa.

Le polemiche però non si placano, in attesa che arrivino alla Camera sia il testo definitivo della manovra che quello del decreto fiscale. Polemiche che, invece, non hanno accompagnato in questo modo la prima versione della voluntary disclosure, nel 2014. Ma con quella prima edizione del 'rientro capitali' delle differenze, anche sostanziose, ci sono.

Vediamo quali:

COSA RIMANE DELLA VECCHIA VOLUNTARY
Le misure in legge di Bilancio 2017 prevedono la "proroga per tutto il 2017 dei termini per la presentazione delle istanze di 'voluntary disclosure' sui redditi e patrimoni detenuti all'estero e ampliamento della platea, tramite la possibilità di optare per un prelievo forfetario, a titolo di imposte, interessi, sanzioni e contributi".

Come nella prima versione della voluntary anche questa volta a chi vuole aderire verrà data la possibilità di "presentare un'apposita richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, fornendo spontaneamente all'Amministrazione finanziaria i documenti e le informazioni" riguardo a tutto l'occultato per il quale "alla data di presentazione della domanda non sono scaduti i termini per l'accertamento".

Nella prima versione si prevedeva che si dovessero pagare "le somme dovute, ovvero le somme dovute in base all'accertamento, in un'unica soluzione entro il 15esimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione" oppure in tre rate mensili di uguale importo. Con uno sconto sulle sanzioni e le more. In questa seconda edizione sanzioni e interessi di mora saranno esclusi.

Ieri come oggi dovrebbe essere previsto che chi, nell'ambito della voluntary disclosure (sia estera che domestica) ha fornito dati falsi, in tutto o in parte, sarà punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni.

LE DIFFERENZE CON IL CONTANTE
Nella vecchia versione del provvedimento sul "rientro dei capitali" la stessa procedura prevista per la voluntary sulle somme occultate all'estero veniva estesa al contante occultato in Italia.

Chi aveva soldi nelle cassette di sicurezza o sotto al materasso ha potuto "avvalersi della procedura di collaborazione volontaria per sanare violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive delle imposte sui redditi, imposta regionale sulle attività produttive e imposta sul valore aggiunto, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d'imposta" pagando, anche qui, le somme dovute e quelle dovute in base all'accertamento.

La versione della voluntary sul contante che il governo dovrebbe aver inserito nel testo della legge di Bilancio 2017 (o nel decreto fiscale collegato) prevede invece un prelievo forfettario del 35% sul capitale occultato, senza sovrattasse, sanzioni, o pene per frodi. Rimane la possibilità di essere perseguiti penalmente per il reato di riciclaggio o altri reati penali legati al contante che si vuole far emergere. (Public Policy)

@VioC

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