Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Via libera alla nuova web tax

webtax app iphone 19 dicembre 2017

aggiornamento: Via libera alla nuova web tax con una imposizione sulla singola transazione che passa dal 6% al 3%. È stato approvato nella notte l'emendamento alla manovra presentato ieri dal relatore, Francesco Boccia (Pd), in commissione Bilancio della Camera. L'emendamento non prevede l'applicazione all'e-commerce.

ROMA (Public Policy) - Razionalizzazione del concetto di stabile organizzazione; imposta al 6% su tutte le transazioni online e sull'e-commerce; soglia 'salva imprese italiane' e 'salva pmi'.

Potrebbero essere questi i cardini, a quanto si apprende, della web tax targata Francesco Boccia (Pd), su cui si continua a lavorare in queste ore in vista della presentazione dell'emendamento alla manovra in commissione Bilancio alla Camera. La nuova versione della web tax, rispetto a quella del Senato, potrebbe far saltare sia il meccanismo del credito d'imposta previsto per le imprese italiane (visto che inserisce una soglia salva italiane) sia le norme che prevedevano che le banche fungessero da sostituto d'imposta per il pagamento della tassa.

L'emendamento non ancora definitivo, di cui Public Policy ha preso visione, lascia l'imposta al 6% ma la applica "sulle transazioni digitali, relative a prestazioni di servizi e cessioni di beni effettuate tramite mezzi elettronici, rese nei confronti di soggetti residenti nel territorio dello Stato nonché delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti situate nel medesimo territorio".

L'imposta si potrebbe applicare sull’ammontare dei corrispettivi relativi alle transazioni di cui sopra, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione.

L'ipotesi a cui si lavora prevederebbe una soglia 'salva Pmi e startup': la web tax quindi potrebbe essere applicata solo "nei confronti del soggetto prestatore o cedente residente o non residente, che effettua nel corso di un anno solare un numero complessivo di transazioni digitali superiore alle 3000 unità". E verrebbe poi prevista una soglia "salva imprese italiane": l'emendamento Boccia alla manovra stabilirebbe infatti che la web tax non si applichi "se il prestatore del servizio o il cedente dimostra di essere assoggettato ad un livello di tassazione effettiva superiore al 12%".

Di fatto, viene spiegato, l’imposta sulle transazioni digitali verrebbe modificata allo scopo di allinearla al concetto di imposta indiretta perequativa. Verrebbe poi estesa anche alle cessioni di beni effettuate tramite mezzi elettronici nei confronti di soggetti residenti e di stabili organizzazioni di soggetti non-residenti; e a tutte le tipologie di transazioni, a prescindere che il soggetto prestatore o cedente sia residente o non residente.

E ancora: l'emendamento a cui si lavora riscriverebbe il concetto di "stabile organizzazione" che non comprende: "L'uso di una installazione ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna di beni o merci appartenenti all’impresa; la disponibilità di beni o merci appartenenti all’impresa immagazzinati ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna; la disponibilità di beni o merci appartenenti all’impresa immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di un’altra impresa; la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini di acquistare merci o di raccogliere informazioni per l’impresa; la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini dello svolgimento, per l’impresa, di ogni altra attività; la disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini dell’esercizio combinato delle attività menzionate sopra, a condizione che tale attività, l’attività complessiva della sede fissa d’affari sia di carattere preparatorio o ausiliario". (Public Policy) VIC-SOR

© Riproduzione riservata