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Legge elettorale, cosa è successo alla Camera

legge elettorale elezioni 10 marzo 2014

ROMA (Public Policy) -

20.57 - L'Aula della Camera ha bocciato l'emendamento trasversale a prima firma Roberta Agostini (Pd) che prevede il 40-60 di proporzione di candidati di sesso diversi nei capilista.

Sull'emendamento, votato a scrutinio segreto, sia il governo, che i relatori di maggioranza e minoranza, si sono rimessi all'Aula dopo giorni di trattative sulla parità di genere che non hanno portato a un accordo all'interno della maggioranza sul tema. L'emendamento è l'ultimo dei tre sulla parità di genere nella legge elettorale a prima firma di Agostini.

20.20 - L'Aula della Camera ha bocciato l'emendamento trasversale a prima firma Roberta Agostini (Pd) che prevede il 50-50 di proporzione di candidati di sesso diverso nei capilista.

Sull'emendamento sia il governo, che i relatori di maggioranza e minoranza, si sono rimessi all'Aula dopo giorni di trattative sulla parità di genere che non hanno portato a un accordo politico sul tema. È stato votato a scrutinio segreto.

19.59 - L'Aula della Camera ha respinto l'emendamento trasversale a prima firma Roberta Agostini (Pd) che prevede che "nella successione interna delle liste non possono esservi due candidati consecutivi del medesimo genere, a pena di inammissibilità".

Sull'emendamento sia il governo, che i relatori di maggioranza e minoranza si sono rimessi all'Aula dopo giorni di trattative sulla parità di genere che non hanno portato a un accordo politico sul tema.

18.31Forza Italia ha ritirato nell'Aula della Camera i due emendamenti Centemero con il cosiddetto provvedimento "Salva Lega". La decisione, comunicata dalla presidente della Camera Laura Boldrini alla ripresa dei lavori, è seguita al parere contrario espresso dal comitato dei nove sulla proposta di modifica

18.09 - Niente accordo durante il comitato dei nove della commissione Affari costituzionali alla Camera sull'emendamento sulla legge elettorale ribattezzato "salva Lega", che permetterebbe al Carroccio di entrare in Parlamento, se in coalizione, anche sotto la soglia del 4,5%.

Secondo una fonte di commissione il relatore Francesco Paolo Sisto (FI), durante il comitato dei nove, ha dato sull'emendamento parere contrario.

17.33 - "Se spacca la maggioranza votiamo sì, altrimenti votiamo no". Sarebbe questo l'orientamento del M5s sugli emendamenti alla parità di genere nella legge elettorale, secondo una fonte parlamentare.

L'orientamento è arrivato dai deputati in commissione Affari costituzionali, e al momento sarebbe di votare si agli emendamenti per far emergere le contraddizioni all'interno della maggioranza, che al momento non ha ancora raggiunto un accordo sul punto.

16.49 - Dopo la votazione degli emendamenti sulla delega al governo per la definizione dei collegi, l'Aula della Camera ha nuovamente sospeso i lavori fino alle 18 per consentire al comitato dei nove della commissione Affari costituzionali di riunirsi nuovamente e sciogliere i nodi che rimangono aperti. Sulla parità di genere non si è trovato l'accordo e il governo si rimetterà all'Aula, così come i partiti di maggioranza (più Forza Italia) lasceranno libertà di coscienza.

Ma ci sono altri nodi che rimangono aperti: multicandidature, l'emendamento salva-Lega e la questione della ripartizione dei voti e quindi dei seggi nel passaggio dal livello regionale a quello nazionale.

16.40 - Niente di fatto sulla parità di genere nella legge elettorale. Nonostante il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi abbia continuato da questa mattina incontri con tutti i capigruppo per cercare una mediazione, l'accordo non si è raggiunto: il governo, come anticipato, si rimetterà all'Aula e tutti i partiti della maggioranza, più FI, lasciano libertà di coscienza.

Fonti di governo informano che "a seguito dell'incontro che il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha avuto questo pomeriggio con i presidenti dei gruppi parlamentari alla Camera di Partito democratico, Forza Italia, Scelta civica e Nuovo centrodestra, il governo ha annunciato che sugli emendamenti in tema di parità di genere firmati in modo trasversale da vari gruppi parlamentari si rimetterà all'Aula. Sui medesimi emendamenti i capigruppo di Pd, FI, Sc e Ncd hanno convenuto di lasciare libertà di voto in aula".

16.27 - I collegi plurinominali per l'elezione della Camera non possono essere superiori a 120. L'Aula della Camera ha approvato una parte del subemendamento di Elena Centemero (FI) alla legge elettorale che stabilisce che, nell'ambito della delega al governo per la definizione dei collegi, quelli plurinominali "per l'elezione della Camera dei deputati non possono essere superiori a 120".

Il tetto minimo dei collegi, originariamente fissato in 115 collegi, è invece stato eliminato.

16.14 - Vertice sull'Italicum in Transatlantico tra il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi (Pd), il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, l'ex ministro e capogruppo a Montecitorio di Ncd, Nunzia De Girolamo. I tre si sono riuniti sotto il colonnato dell'entrata dell'Aula, mentre l'Assemblea sta votando gli emendamenti alla legge elettorale, guardando il faldone con le proposte di modifica all'Italicum.

Poco dopo De Girolamo è andata via con il viso sul cellulare, Brunetta è entrato in Aula e Boschi si è diretta verso l'Aula del governo. La riunione informale in Transatlantico avviene dopo un incontro che c'è stato poco fa alla Camera tra il ministro per le Riforme Boschi e Denis Verdini (FI), sul nodo della parità di genere, su cui non si è raggiunto un accordo.

15.23 - Il Comitato dei nove della commissione Affari costituzionali alla Camera sulla legge elettorale ha ratificato l'accordo raggiunto sulla delega al governo per la costituzione di massimo 120 collegi plurinominali.

Ora l'Aula della Camera voterà l'emendamento Nardella sulla delega al governo e il subemendamento Centemero che, appunto, fissa a 120 il massimo di collegi plurinominali da costituire. Quindi il Comitato dei nove dovrà nuovamente riunirsi per sciogliere gli altri nodi.

15.06 - Ancora uno stop&go sulla legge elettorale nell'Aula della Camera. Il Comitato dei nove della commissione Affari costituzionali si è riunito per mezz'ora prima della seduta d'Aula: al termine si è raggiunto un accordo su una riformulazione del subemendamento Centemero che fissa a 120 il massimo dei collegi plurinominali che potranno essere designati dal governo con delega.

Inizialmente il testo riformulato prevedeva un massimo di 115 collegi ma, da quanto si apprende, durante il comitato dei nove su questo il Pd si è spaccato: una fonte interna parla di una lite tra Emanuele Fiano e Alfredo D'Attorre. Alla fine, mentre il presidente della commissione Francesco Paolo Sisto (FI) già era sceso in Aula per l'inizio dei voti degli emendamenti (finora oggi non si è votato ancora nulla), in Comitato dei nove si è raggiunto l'accordo sul tetto massimo di 120 collegi.

Una volta in Aula, però, la Lega ha chiesto un ulteriore rinvio in Comitato dei nove per riformulare ufficialmente l'emendamento che, al momento, riporta ancora la dicitura "non superiori a 115". Si è decisa quindi una nuova sospensione di dieci minuti per dare la possibilità al Comitato dei nove di riunirsi nuovamente.

14.57 - Sono stati ancora accantonati gli emendamenti alla legge elettorale sulle quote rosa durante il comitato dei nove della commissione Affari costituzionali della Camera.

Il comitato si è riunito per mezz'ora prima dell'Aula e ha discusso solo dell'emendamento sulla delega al governo per la designazione dei collegi, accantonando ancora gli altri emendamenti, tra cui quelli bipartisan sulla parità di genere, su cui il governo si rimetterà all'Aula e su cui non si è raggiunto un accordo tra Pd e Forza Italia.

13.33Il governo si rimetterà all'Aula della Camera sul parere in merito all'emendamento sulla parità di genere. Lo rivelano fonti di governo. Sul punto non si è raggiunto un accordo tra Pd e Forza Italia quindi il governo ha deciso di rimettersi all'Aula. Sugli altri nodi della legge elettorale, invece, non dovrebbero esserci modifiche.

Sulla questione delle quote rosa si va profilando anche la possibilità che l'emendamento bipartisan sia votato con voto segreto, il che potrebbe permettere allo schieramento femminile trasversale di avere la maggioranza.

Il punto

PARITÀ DI GENERE
Sulla parità di genere nell'Italicum sembra allontanarsi sempre più un possibile accordo tra Pd e Forza Italia. Mentre le deputate di Forza Italia vestono di bianco per sostenere gli emendamenti bipartisan presentanti per la parità di genere, il partito di Silvio Berlusconi sembra inamovibile sul punto. "Sulla parità di genere - dice il relatore e presidente della commissione Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto - noi di Forza Italia riteniamo che non sia questa la sede" dove trattare l'argomento "ma quella giusta siano i partiti. E non lo dico io ma i numeri degli articoli della Costituzione e varie sentenze della Corte costituzionale. Forza Italia ha una posizione costituzionale e questa norma proposta ha caratteristiche incostituzionali evidenti".

SALVA LEGA
Altro nodo da sciogliere è quello dell'emendamento 'Salva Lega', su cui ancora non si è trovata l'intesa con Pd e Ncd e che permetterebbe alla Lega, fortemente radicata territorialmente, di accedere comunque in Parlamento, dentro una coalizione, anche se non dovesse superare la soglia del 4,5%.

ACCANTONATO EMENDAMENTO CON PATTO PD-FI-NCD
Accantonato anche l'emendamento 1.900 (presentato dal relatore Francesco Paolo Sisto di FI) che riscrive l'intero testo dell'Italicum, secondo l'accordo tra Pd, Forza Italia e Ncd. L'emendamento non è stato posto in votazione venerdì perché alcuni subemendamenti presentati alla proposta erano stati accantonati in precedenza. Tra le norme contenute nell'accordo Pd-FI (e quindi nell'emendamento) c'è l'innalzamento della soglia per ottenere il premio di maggioranza (dal 35 al 37%) che passa dal 18 al 15%.

La proposta di modifica prevede anche uno sbarramento più basso per i partiti in coalizione: 4,5% invece che il 5%. Rimane invariato, invece, lo sbarramento per i partiti che corrono da soli, che per ottenere seggi dovranno raggiungere quota 8%. Rimane anche la soglia del 12% per le coalizioni.

ACCANTONATI EMENDAMENTI CONTRO LISTE CIVETTA
Durante l'esame della legge elettorale l'assemblea di Montecitorio venerdì ha accantonato due emendamenti che inseriscono nel testo dell'Italicum la soglia minima dell'1% per essere conteggiati nei voti di coalizione, una norma contro le liste civetta.

'CONGELATO' EMENDAMENTO CHE ALLARGA I COLLEGI
E ancora: sono accantonati anche due emendamenti di Ncd e Sel che alzano da 6 a 8 il numero di deputati che verrebbero eletti in ciascun collegio plurinominale. L'accantonamento indica che è ancora in atto un confronto sul merito e che si rinvia il voto per trovare un consenso o una mediazione sul tema.

OK RIFORMULAZIONE PER DELEGA COLLEGI ENTRO 25 GIORNI
Altro nodo politico è sulla delega al governo per per la designazione dei nuovi collegi. L'emendamento in questione delega il governo a trasmettere alle Camere i nuovi collegi entro 25 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. Le commissioni competenti dovranno poi esprimere il proprio parere. La nuova delega 'riformulata' "affida al governo una formulazione delle tabelle su criteri rigidi". (Public Policy)

VIC-LAP-GAV

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