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LEGGE ELETTORALE, DOPPIO TURNO, SISTEMA SPAGNOLO O MONOCAMERALISMO? I PARTITI SI CONFRONTANO

Consulta, Bozzi: meravigliosa la relazione del giudice relatore Tesauro 04 aprile 2013

scheda elettorale

GALLI (PD): DOPPIO TURNO,
PER GOVERNABILITÀ SERVE ALLEANZA FORZE

(Public Policy) - Roma, 4 apr - Sulla legge elettorale "la
posizione del Pd è sempre stata quella di un doppio turno,
da una parte, e di una delle molte altre opzioni" per la
scelta dei candidati. Lo dice Carlo Galli, senatore del Pd,
parlando di riforma della legge elettorale su Radio Anch'io.

"Alla fine della scorsa legislatura - aggiunge Galli - si
era arrivati a mettere a punto un sistema condiviso, ma poi
l'accordo è stato fatto saltare dal Pdl perché evidentemente
pensava che non gli sarebbe convenuto cambiare legge. I
conti non sono stati fatti alla perfezione".

"Più che chiedersi quale sia la legge elettorale migliore -
aggiunge il senatore Pd - bisogna chiedersi che cosa si
vuole da una legge elettorale. Se si vuole rappresentanza o
governabilità, o entrambe. E bisogna conoscere il Paese dove
si applica".

Come si raggiunge la governabilità? "Non è semplicissimo -
risponde Galli - in un Paese tripartito tra tre forze
politiche che non si alleano. La governabilità passa dalla
cancellazione, a livello elettorale, di una delle tre forze.
L'unica ipotesi quindi è tenerci l'attuale legge elettorale
corretta in modo tale da assicurare a chi vince una
maggioranza anche al Senato. Una soluzione che non è un
granché. La soluzione reale sarebbe che le forze politiche
si alleassero". (Public Policy)

LANZILLOTTA (SC): SISTEMA SPAGNOLO E RIFORMA BICAMERALISMO
(Public Policy) - Roma, 4 apr - "Credo ci siano molte cose
che non funzionano nel rapporto tra cittadini e
rappresentanti. La priorità è consentire ai parlamentari una
scelta e dare ai cittadini una scelta. Io preferisco il
sistema dei collegi uninominali. Personalmente preferisco il
sistema spagnolo". Lo dice Linda Lanzillotta di Scelta
civica intervenendo su Radio Anch'io alla discussione sulla
riforma della legge elettorale.

"Noi come Scelta civica - dice Lanzillotta - non abbiamo
ancora presentato una proposta di legge. Però i princìpi di
fondo sono condivisi".

"L'altro punto su cui bisogna operare - aggiunge - e spero
che avremo il tempo, è quello dell'efficienza delle
istituzioni: riduzione dei parlamentari e riforma del
bicameralismo. Il bicameralismo perfetto non è compatibile
con la rapidità di azione".

SCHIFANI: SOLO MONOCAMERALISMO PUÒ
ASSICURARE SISTEMA STABILE

(Public Policy) - Roma, 4 apr - "Fin quando vigerà un
sistema bicamerale perfetto non esiste un sistema elettorale
perfetto. Soltanto una riforma monocamerale può assicurare
un sistema elettorale stabile. La riforma elettorale va
agganciata alla riforma della forma di governo". Lo dice il
capogruppo del Pdl al Senato Renato Schifani, a Radio
Anch'io.

Riguardo alla legge elettorale, Schifani dice: "Il disegno
di legge su cui ci stavamo mettendo d'accordo sul finire
della passata legislatura prevedeva un premietto al primo
partito. L'accordo non si è fatto per poco ma il premietto,
visto il risultato delle elezioni, sarebbe stato assegnato a
partiti diversi alla Camera e al Senato. Quindi anche con
quella legge si sarebbero avute maggioranze diverse e non ci
sarebbe stata governabilità".

Alla domanda se il Pdl è ancora fautore del
monocameralismo, Schifani risponde: "Non c'è dubbio. Nel
2006 avevamo fatto una riforma che prevedeva la riduzione
dei parlamentari, il monocameralismo, la possibilità per il
premier di revocare i ministri. È stata votata solo dal
centrodestra, il centrosinistra ha chiesto un referendum
abrogativo e ci ha fatto sopra campagna elettorale. Gli
italiani l'hanno votato e quella riforma non c'è più. Eppure
stiamo qua a parlare delle stesse cose".

I 'saggi' possono modificare la legge elettorale? "Io non
credo che i facilitatori possano risolvere problemi così
ampi. - dice Schifani - Faranno una relazione al capo dello
Stato in cui metteranno in luce i temi su cui bisogna
operare".

Ha fatto bene Gaetano Quagliariello ad accettare il ruolo
di 'saggio'? "È stato chiamato dal presidente della
Repubblica. Parto dal presupposto che quando il presidente
della Repubblica chiama, si risponde". (Public Policy)

VIC

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