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LEGGE ELETTORALE, ECCO COME SI VOTERÀ SE RIMARRÀ IL PORCELLUM /SCHEDA

Consulta, Bozzi: meravigliosa la relazione del giudice relatore Tesauro 10 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 10 dic - (di Laura Preite) Dopo le dimissioni
annunciate del presidente del Consiglio Mario Monti è sempre
più probabile che si andrà a nuove elezioni con l'attuale
sistema elettorale, definito comunemente Porcellum. Ma come
funziona?

UN SISTEMA PROPORZIONALE
La legge approvata nel 2005 e ideata dall'allora ministro
per le Riforme istituzionali e la devoluzione Roberto
Calderoli, Lega Nord, cambia il sistema elettorale
maggioritario (corretto, con quota per un 25% di seggi
assegnati in modo proporzionale) trasformandolo in
proporzionale, con un premio di maggioranza.

Il sistema sostituisce il cosiddetto Mattarellum (dal nome
del relatore della legge Sergio Mattarella), approvata nel
1993, dopo il referendum abrogativo in cui i cittadini si
erano espressi a favore di un sistema elettorale
maggioritario.

L'ELEZIONE ALLA CAMERA
Il Porcellum (definito così dal politologo Giovanni
Sartori, dopo una battuta dello stesso Calderoli che
definiva la legge "una porcata") ha introdotto un sistema
per l'elezione della Camera di tipo interamente
proporzionale, con l'attribuzione di un premio di
maggioranza. 617 deputati sono eletti nelle 26
circoscrizioni nazionali.

A questi si aggiungono un deputato
eletto con metodo maggioritario nel collegio uninominale
della Valle d'Aosta. I restanti 12 deputati sono eletti
nelle circoscrizioni estere secondo una legge antecedente,
la n. 459 del 2001, che regola per la prima volta il voto
all'estero.

I seggi sono ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni
o i partiti che abbiano ottenuto almeno il 10% (nel caso di
coalizioni) o il 4% (per le liste di partiti singoli).

All'interno delle coalizioni, c'è uno sbarramento ulteriore:
le liste devono raggiungere almeno il 2% su base nazionale
per ottenere seggi. Possono accedere alla distribuzione dei
seggi anche le liste che non raggiungono il 2% ma risultino
essere le più votate.

Per le liste che rappresentano minoranze linguistiche, è
necessario che raccolgano almeno il 20% dei voti nella
circoscrizione.

IL PREMIO DI MAGGIORANZA
Alla coalizione di liste più votata si attribuiscono
automaticamente 340 seggi (su 630). Questo è il cosiddetto "premio di
maggioranza" che favorisce la formazione di coalizioni.

L'ELEZIONE AL SENATO
L'elezione al Senato che distribuisce i 315 posti
disponibili, ha le stesse regole di quella della Camera, con
la differenza che la ripartizione dei seggi avviene a
livello regionale, come impone l'articolo 57 della
Costituzione. Quindi, si calcola per ciascuna regione chi
prende più voti, e non la totalità dei voti raccolti a
livello nazionale, com'è per la Camera.

Le soglie di sbarramento, si raddoppiano: per le coalizioni
dal 10% si passa al 20%, per le singole liste, dal 4% si va
all'8% (dei voti validi). Lo sbarramento per le liste che
fanno parte di coalizioni sale al 3%. Anche al Senato c'è un
premio di maggioranza, calcolato per ciascuna regione: alla
lista o coalizione che ottenga più voti va il 55% dei seggi
regionali, a meno che non gli spetti una quota superiore.

L'ASSENZA DI VOTO DI PREFERENZA
Una delle novità più importanti della legge Calderoli è
stata la cancellazione del voto di preferenza. Diversamente
da quanto avviene nelle elezioni comunali, regionali e per
il Parlamento europeo, per l'elezione del Parlamento
nazionale si può scegliere solo la lista e non il o la
candidata.

La legge ha poi stabilito che i partiti politici che
intendono presentare liste possono collegarsi tra loro in
coalizioni. Singole liste o coalizioni devono oltre al
simbolo del partito, depositare il programma e il nome del
leader.

COME AVVIENE IL CALCOLO DEI VOTI
Il primo passaggio è il conteggio dei voti validi. Poi si
appurano le liste e le coalizioni che hanno superato le
soglie di sbarramento. Per le minoranze linguistiche, si
controlla chi ha ottenuto separatamente, in Trentino e in
Friuli almeno il 20% dei voti.

Si ripartiscono i seggi, con i 340 assegnati d'ufficio se
la coalizione non riesce a raggiungerli. I restanti 277
seggi sono distribuiti tra le altre coalizioni o liste non
collegate secondo il metodo dei quozienti interi e dei più
alti resti. In ultimo si proclamano, nelle diverse
circoscrizioni, i candidati eletti secondo l'ordine di
successione fissato in ciascuna lista.

LE ECCEZIONI
La Valle d'Aosta rimane un collegio uninominale, quindi si
elegge un solo deputato. Per i 12 seggi esteri non si
applica il Porcellum ma la legge del 2001 che attribuisce i
seggi con il proporzionale e consente il voto di preferenza.
Per quanto riguarda il Senato, per il Molise non è previsto
un premio di maggioranza. (Public Policy)

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