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LEGGE ELETTORALE, IN COMMISSIONE AL SENATO SI PUNTA AL VARO IN SETTIMANA

elezioni ue, civati (pd) propone una clausola di sbarramento del 2% 05 novembre 2012

(Public Policy) - Roma, 5 nov - Tour de force in commissione
al Senato per cercare di varare le nuove norme sulla legge
elettorale in questa settimana o, al massimo, per martedì
della prossima, in modo che possano essere definitivamente
approvate a dicembre. Le elezioni siciliane hanno fornito
dati certi su cui estrapolare i vari modelli, e anche se il
quadro delle probabili alleanze, pre e post elettorali, è
ancora troppo fumoso per indicare una strada sicura per la
governabilità, in commissione si tenta il tutto per tutto.

L'esame della riforma della legge elettorale è iniziato
nella commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama
l'ormai lontano 22 dicembre del 2008, con due disegni di
legge, non di iniziativa parlamentare ma popolare; relatore
è il senatore del Pdl Lucio Malan.
L'esame, a dire il vero, non inizia subito, vengono prima
ascoltati gli stessi proponenti dei due ddl, e solo il 6
ottobre 2010, dopo quasi due anni, la commissione comincia i
lavori con l'esame congiunto dei due provvedimenti con gli
altri ddl di iniziativa parlamentare che nel lungo periodo
di gestazione sono stati presentati. Sono in tutto 21 ddl,
cui si aggiungono ben 19 petizioni popolari. Nella settimana
successiva, il 12 ottobre del 2010, vengono depositati altre
tre ddl, due del Pd e uno dell'Udc, un altro ddl, primo
firmatario il senatore del Pd Stefano Ceccanti, chiede un
referendum deliberativo per la riforma elettorale.
Nel tempo, con il passare delle stagioni, e degli anni,
vengono depositati in commissione Affari costituzionali 46
disegni di legge che spaziano dalle piccole alla drastiche
correzioni dell'attuale Porcellum. Si sono svolte anche
altre audizioni.

Finalmente, si fa per dire, il 10 ottobre scorso, ovvero
del 2012, i due relatori, Lucio Malan del Pdl ed Enzo Bianco
del Pd depositano due testi da sottoporre a voto. Passa il
testo Malan, con il voto di Pdl, Lega, Udc, Coesione
Nazionale e il gruppo misto; contro votano il Pd, l'Idv che
nel frattempo raccoglie le firme per un referendum
abrogativo del Porcellum, e anche il presidente della
Commissione Carlo Vizzini, che vota no per conto del Psi.
Opinioni contrastanti anche nel Terzo Polo dove prevale il
sì del senatore Digilio di Fli.

Allo stato attuale, si sta procedendo ad affinare le norme
Malan per approssimazioni successive, con il voto sugli
emendamenti, che sono circa 230 compresi alcuni presentati
dai relatori. Bianco ne ha depositato uno sulle spese
elettorali, e ne ha annunciati altri, Vizzini ha presentato
una proposta sul voto di scambio. Il governo ogni tanto
interviene in commissione, ma, almeno per ora, solo per
esprimere un parere.

Fuori e dentro il Palazzo si continua a ribadire che
occorre modificare l'attuale Porcellum, e nonostante le
accuse reciproche, si pensa che un accordo sia ancora
possibile. Si punta a far sì che il Parlamento approvi le
nuove norme entro Natale; lo stesso Bianco ha detto di avere
una carta in serbo: se non si riuscisse a farlo è pronto a
depositare un ddl per cancellare il Porcellum e ritornare al
Mattarellum. (Public Policy)

EPA

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