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Legge elettorale, l'Italicum arriva alla Camera e divide il Pd /Focus

legge elettorale 23 gennaio 2014

Il testo della legge elettorale presentato in I Commissione

ROMA (Public Policy) - Due articoli in 15 pagine. Il testo base della riforma della legge elettorale è stato depositato dal presidente e relatore Francesco Paolo Sisto in commissione Affari costituzionali alla Camera. Il testo, che ricalca i contenuti dell'Italicum (frutto dell'accordo tra Pd, Forza Italia e le altre forze politiche), è sottoscritto da Pd, Forza Italia e Nuovo centrodestra. A quanto si apprende, manca invece la firma del gruppo di Scelta civica, che aveva annunciato ieri che non avrebbe sottoscritto il testo pur riconoscendolo come testo base. La proposta di Matteo Renzi (ora contenuta nel testo base) ha suscitato non poche polemiche in casa Pd.

E i fedelissimi al segretario del Pd, in commissione Affari costituzionali, si ritrovano in minoranza: 10 critici dem e 9 pro-Italicum. Tra il fronte critico della nuova riforma ci sono: l'ex presidente del Pd Gianni Cuperlo (che aveva sollevato dubbi sulla costituzionalità del premio), i deputati Rosy Bindi, Pier Luigi Bersani, Giuseppe Lauricella, Enzo Lattuca, Maria Gullo, Andrea Giorgis, Barbara Pollastrini e Alfredo D'Attorre. Tra i deputati favorevoli alla proposta renziana: Maria Elena Boschi (che è anche responsabile Pd alle Riforme), Matteo Richetti, Luigi Famiglietti, Daniela Gasparini, il franceschiniano Emanuele Fiano, Gianclaudio Bressa, Ettore Rosato, Francesco Sanna e Marco Meloni.

Resta il nodo delle preferenze - che la minoranza Pd insiste a voler presentare con un emendamento, che D'Attorre si augura sia condiviso da tutto il partito - e del destino dei piccoli partiti che rischiano, seppur in coalizione, di non superare la soglia di sbarramento del 5%. Fonti Ncd e FI, però, riferiscono che c'è un accordo con il Pd affinché si introduca, con un emendamento, una clausola che salva il 'miglior perdente'. Per quanto riguarda le preferenze, sia Ncd che la minoranza del Pd sono pronti a dar battaglia in commissione. Certo, nei giorni scorsi si è registrata un'apertura da parte di Renzi, ma purché vi sia l'accordo anche di Forza Italia. In merito agli emendamenti Pd Gianni Cuperlo ha assicurato che non ci saranno proposte di corrente, ma 'emendamenti migliorativi del testo che proporremo tutto il Pd faccia propri.

Nessuno vuole interrompere queste riforme e non ci saranno emendamenti di corrente'. I fedelissimi a Renzi hanno però poco apprezzato le parole di Massimo D'Alema al Tg3: 'Sulla legge elettorale - ha detto l'ex premier - il Parlamento è chiaramente libero di correggere; ora si è aperto un processo che io spero si concluda con le migliori soluzioni'. Eppure sulla questione delle modifiche si è espresso proprio Matteo Renzi: 'Chi pensasse in Parlamento di intervenire a modificare qualcosa - ha detto - manda all'aria tutto, incluso titolo V della e riforma costituzionale'.

IL TESTO BASE La riforma prevede un proporzionale con eventuale premio di maggioranza e doppio turno; collegi piccoli e liste bloccate corte. Dei due articoli il primo raggruppa le 'modifiche al sistema di elezione della Camera', il secondo le 'modifiche al sistema di elezione del Senato'. Il testo base sarà accompagnato da due tabelle (che con molta probabilità dovranno riportare le circoscrizioni), che vengono citate nel testo ma non sono state ancora presentate. Assente l'introduzione del relatore, che in genere accompagna le proposte di legge. La bozza infatti reca una semplice intestazione: 'Proposta di testo base'.

Tra i provvedimenti, manca la discussa norma 'Salva Lega' (che avrebbe permesso, conquistando tre regioni, di entrare in Parlamento nonostante la soglia elevata) che non è stata inserita dopo che il Ncd ha posto come condizione della sottoscrizione del testo la sua eliminazione. Vengono invece tutelate le minoranze linguistiche 'che abbiano conseguito almeno il 20% dei voti validi espressi nel complesso delle circoscrizioni della regione medesima'. Il testo sarà votato dalla commissione stasera alle 19. Non c'è ancora un calendario per il prosieguo dei lavori, perché si attende che la conferenza dei capigruppo decida se far slittare dal 27 al 29 l'approdo del testo in Aula. Al momento si ipotizza un termine per gli emendamenti per domani e il voto (in caso di Aula il 29) a partire da lunedì.

RIPARTIZIONE DEI SEGGI SU BASE NAZIONALE 'I seggi che rimangono ancora da attribuire sono rispettivamente assegnati alle coalizioni di liste o singole liste per le quali queste ultime divisioni hanno dato i maggiori resti e, in caso di parità di resti, a quelle che abbiano conseguito la maggiore cifra elettorale nazionale; a parità di quest'ultima si procede a sorteggio'.

TRE SOGLIE DI SBARRAMENTO AL 5%, 8% e 12% Sono 3 le soglie di sbarramento previste nel testo base. Le coalizioni dovranno superare la soglia del 12% ma è prevista anche una soglia interna del 5% per ogni singolo partito; chi corre da solo deve invece raggiungere l'8%.

IN OGNI LISTA, TRA 3 E 6 CANDIDATI In ogni collegio plurinominale 'è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei' e ciascuna lista non può essere formata da un numero di candidati superiore ai seggi assegnati. Inoltre il testo prevede che sulla scheda ci siano il simbolo di lista, insieme a nome e cognome dei candidati. Al limite massimo di sei seggi assegnati in ciascun collegio saranno possibili eccezioni. Il testo base della legge elettorale prevede infatti che in ciascun collegio plurinominale 'è assegnato un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a sei, fatti salvi gli eventuali aggiustamenti in base ad esigenze derivanti dal rispetto di criteri demografici e di continuità territoriale'.

Si dispone inoltre che 'ogni lista all'atto della presentazione è composta da un elenco di candidati presentati in ordine numerico. La lista è formata complessivamente da un numero di candidati pari almeno alla metà del numero di seggi assegnati al collegio plurinominale e non superiore al numero di seggi assegnati al collegio plurinominale'. 'L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata sulla base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione'.

NELLE LISTE IL 50% DEI CANDIDATI DEVONO ESSERE DONNE 'A pena di inammissibilità, nel complesso delle candidature circoscrizionali di ciascuna lista nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50%, con arrotondamento all'unità superiore, nella successione interna delle liste nei collegi plurinominali non possono esservi più di due candidati consecutivi del medesimo genere'.

PER PRESENTARE LISTE TRA 1500 E 2MILA FIRME Per presentare le liste di candidati alle competizioni elettorali occorre raccogliere almeno 1.500 firme e non più di 2 mila.

VIETATE LE CANDIDATURE MULTIPLE Inoltre il testo stabilisce che 'nessun candidato può essere incluso in liste con il medesimo contrassegno o con diversi contrassegni in più di un collegio plurinominale'.

PREMIO 18% A CHI OTTIENE 35% DEI VOTI O DOPPIO TURNO Il testo base prevede anche un premio di maggioranza del 18% a chi ottiene 'almeno il 35% di voti validi del totale nazionale'. In questo modo, il vincitore ottiene un totale di 340 seggi alla Camera. In caso nessuno ottenga il 35%, si va al doppio turno. Nel caso si vada al ballottaggio, il vincitore del secondo turno si vedrà assegnati meno seggi rispetto a quelli previsti per una vittoria al primo turno, che sono 340.

È quanto prevede il testo: 'La lista o coalizione di liste che abbia ottenuto il maggior numero di voti al turno di ballottaggio viene assegnata una quota di seggi pari a 327 seggi'. I restanti 290 seggi sono ripartiti proporzionalmente all'altra coalizione di liste o singola lista. Alla coalizione di liste o liste che non superassero la soglia del 35% al primo turno, vengono distribuiti proporzionalmente 277 seggi. (Public Policy)

SOR

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